Capodanno senza botti, apparso cartello sul portone di casa del sindaco Bianco

Capodanno a Catania senza botti. Dopo l'ordinanza, con la quale è stato disposto il "Divieto di scoppi e di petardi e simili dal 30 dicembre 2015 al 7 gennaio 2016", un cartello con una scritta polemica è apparso nel portone di casa del Sindaco etneo

Capodanno a Catania senza botti. Dopo l'ordinanza del sindaco Bianco, con la quale è stato disposto il "Divieto di scoppi e di petardi e simili dal 30 dicembre 2015 al 7 gennaio 2016", un cartello con una scritta polemica è apparso nel portone di casa del Sindaco etneo.

Questo il contenuto: "La ditta Zio Piro e il settore pirotecnico dopo averla servita e divertita per anni, ringrazia il sindaco Bianco per aver creato un danno irreparabile! Titolari e dipendenti chiedono una soluzione a sostegno di famiglie e lavoratori onesti autorizzati, per i danni economici improvvisi arrecati!!! Buon anno". Un messaggio che evidenzia una presa di posizione da parte di chi, come conseguenza dell'ordinanza emessa, rischia possibili ripercussioni.

Diverso invece il contenuto nel messaggio di Alfredo Vaccalluzzo, leader nei grandi eventi e spettacoli pirotecnici in città, scritto invece nella propria pagina facebook e in quella ufficiale Vaccalluzzo EventsTravel.

Si tratta in questo caso infatti di una precisazione dopo l'ordinanza emessa a Catania. Ordinanza che ha lo scopo di limitare l’inquinamento ambientale, i pericoli per la pubblica incolumità, i danni agli animali e contrastare il fenomeno della vendita/acquisto di prodotti illegali ed abusivi.

"L'illegalità va contrastata sempre e comunque. Siamo stanchi di sentir parlare di morti e feriti per l'utilizzo di prodotti pirotecnici illegali ogni Capodanno - precisa Vaccalluzzo - Siamo stanchi di sentir demonizzare ogni primo dell'anno i "fuochi d'artificio" come strumenti di morte. Siamo stanchi delle generalizzazioni. Una cosa bella, un'arte antica come quella pirotecnica, non deve essere stuprata in modo così barbaro dal mercato nero, dalle pratiche illegali e dalle cattive consuetudini.

Ogni volta che un pirotecnico deve realizzare uno spettacolo, che si tratti di un evento privato o che si tratti di una grande Festa come quella di Sant'Agata, è tenuto - PER LEGGE (art 57 del TULPS) - a richiedere un'autorizzazione allo sparo che può rilasciare solo l'Autorità di P.S. competente sul territorio e senza quella non si spara!

Lo stesso vale per il commercio e il trasporto di materiale pirotecnico (D.lgs 4 aprile 2010, n. 58 Attuazione della direttiva 2007/23/CE relativa all'immissione sul mercato di prodotti pirotecnici e regole sul trasporto come da Cap. II dell'allegato "C" del Regolamento di esecuzione approvato con R.D. del 06 Maggio 1940 modificato e compendiato dal D.M. del 23 Gennaio 1974, pubblicato sulla G.U. della R.I. del 02 Febbraio 1974 e dal D.M. del 16 Febbraio 1974, pubblicato sulla G.U. della R.I. n° 52 del 23 Febbraio 1974)

Visto che il "buonsenso" evidentemente non basta e visto che un Sindaco non può vietare la vendita di prodotti (illegali) sul territorio cittadino ed invece può vietarne l'utilizzo, finché non saremo in grado di comprendere che acquistare (e utilizzare) un prodotto esplodente che non è stato sottoposto ad alcun tipo di controllo e che non porta alcuna certificazione sulla sua confezione che lo dichiari sicuro al 100% equivale a giocare alla roulette russa con la propria vita, con quella dei propri cari e con quella di altri esseri umani, evidentemente è più giusto rinunciare ad un momento di gioia piuttosto che trasformarlo in un funerale.

Si è vero, a rimetterci per primi da tutto questo siamo proprio noi pirotecnici. Fabbricare fuochi e realizzare spettacoli pirotecnici è il nostro mestiere ma di fronte a tanta ignoranza e delinquenza è meglio perdere incasso che onore, arte e parte.

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I FUOCHI D’ARTIFICIO NON SONO UN GIOCO, sono un mestiere quindi lasciatelo fare a chi lo ha scelto e a chi per legge può esercitarlo"

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