Capodanno a Palermo affidato ai catanesi, insorgono le maestranze locali

Un'organizzazione dell'evento più atteso dell'anno esclusivamente "made in Catania" come denunciano i lavoratori e gli artisti palermitani: "Dobbiamo vedere lavorare nella nostra città altre persone e per noi non c’è spazio"

Foto Francesco Russo

La festa di Capodanno a Palermo, che si terrà al Politeama, sarà affidata ai catanesi. Un'organizzazione dell'evento più atteso dell'anno esclusivamente "made in Catania" come denunciano le maestranze palermitane, dai lavoratori agli artisti.

"Le aziende che si occuperanno del palco, così come i tecnici audio e video, persino i facchini, che lavoreranno a Palermo per l'ultimo dell'anno a piazza Politeama, saranno tutti catanesi - denunciano dal capoluogo siciliano - Un'organizzazione interamente "Made in Catania" che non lascia spazio ai palermitani. Le operazioni di allestimento del palco e delle annesse strutture che ospiteranno, nella notte di Capodanno, Tony Colombo e company, lasciano l'amaro in bocca a chi sperava di poter lavorare in occasione della festa in città".

"Il nostro diritto al lavoro e la nostra presenza non contano - dichiarano i lavoratori e gli artisti di Palermo esclusi - dobbiamo vedere lavorare nella nostra città altre persone e per noi non c’è spazio. E’ il Capodanno della nostra città e non sono state coinvolte le maestranze locali, i professionisti gli artigiani e la gente del posto. La sopravvivenza delle nostre attività è sempre più in bilico e un evento come questo poteva essere una boccata di ossigeno per molti di noi”. 

I partecipanti all'avviso pubblico per i festeggiamenti del Capodanno in piazza si sarebbero dati appuntamento, qualche giorno fa presso la sede dell'assessorato comunale alla Cultura, "per proporre in pieno caos, l'organizzazione congiunta della serata di Capodanno, con il coinvolgimento di artisti e maestranze, tutti palermitani". Ma nulla di fatto, tutto è rimasto in mano all'agenzia catanese ''Musica e Suoni'' de La Ferlita.

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