Cara di Mineo, ancora non si conosce il futuro dei lavoratori

Si è conclusa con un gran fumata nera, un nulla di fatto per la riunione fiume di ieri, per decidere del futuro dei lavoratori del CARA di Mineo

Si è conclusa con un gran fumata nera, un nulla di fatto per la riunione fiume di ieri, per decidere del futuro dei lavoratori del CARA di Mineo. Indetta dal Centro per l'Impiego di Catania, è durata quasi tutta la giornata e ha visto la partecipazione dei sindacati e di tutte le aziende che dal primo ottobre subentreranno nella gestione del Centro di accoglienza per richiedenti asilo.

Cambia il contratto e cambiano anche le regole così molti di loro, circa 150, rimangono fuori dall'appalto e quindi senza lavoro. Tutte le riunioni svoltesi per cercare di risolvere la situazione non hanno avuto esito positivo e se l'ultima convocata in Prefettura aveva aperto un piccolo spiraglio, quella di ieri ha decisamente chiuso la porta in faccia.

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"La proposta delle aziende è misera, solo poche ore ciascuno a settimana pur di fare lavorare tutti, ma deve esserci un minimo dignitoso, quasi non ti conviene tolte le spese. I lavoratori non hanno assolutamente voluto accettare queste condizioni", spiega il segretario regionale del sindacato Snalv, aderente alla Confsal, Antonio Santonocito. I nervi sono tesi, tanta la voglia di continuare a lottare, ma poche le speranze dei lavoratori di riuscire a ottenere un lavoro. I sindacati annunciano che non si fermano, "spingeremo per l'interessamento della Prefettura, non possiamo lasciare a casa oltre 150 lavoratori e quindi 150 famiglie", afferma Antonio Santonocito.

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