Cara di Mineo, oltre 100 lavoratori in esubero: protesta davanti la Prefettura

È finita con un nulla di fatto la riunione indetta dal centro per l'Impiego di Catania e la situazione rimane sospesa per i dipendenti del centro d'accoglienza che temono per il futuro

È finita con un nulla di fatto la riunione indetta dal centro per l'Impiego di Catania, nei locali della presidenza della Regione Siciliana a Catania, relativa alla tutela occupazionale per i lavoratori impegnati nei servizi al Cara di Mineo. Ore di discussione alla presenza di sindacati e sindaci del comprensorio non sono valse a trovare una soluzione e sono stati tutti di nuovo convocati, salvo l'azienda, stamattina alle 11 dalla Prefettura di Catania. La situazione rimane dunque di stallo perché le preoccupazioni dei lavoratori del Cara non trovano una risposta. Anche le speranze non sono molto alte a causa della mancanza di comunicazione dell'azienda che dovrebbe subentrare nel servizio.

"Se la Prefettura ci convoca noi ci andiamo, ma se l'azienda non chiarisce qual è il suo piano industriale e non spiega quali e quante figure professionali intende utilizzare per l'espletamento delle mansioni per cui ha vinto l'appalto, non possiamo che dirci davvero preoccupati e poco speranzosi", afferma Antonio Santonocito, segretario regionale del sindacato Snalv, aderente alla Confsal.

"Se fosse vero - continua - come si vocifera, che le intenzioni sono quelle di lasciare a casa oltre 100 lavoratori, andremmo oltre la macelleria sociale che di certo non possiamo permettere", dichiara ancora Santonocito. Una possibilità è nei fondi Fami per assorbire eventuali esuberi, ma si tratta di una proposta attivabile dalla amministrazioni locali dalla comunità europea in aggiunta al capitolato del Cara, non dell'attuazione di quella continuità lavorativa prevista dal CCNL, dal decreto 51 e dalla Prefettura, e che alla nuova ditta non sembra interessare.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Coronavirus, Sicilia in zona rossa: i divieti e cosa si può fare

  • Covid, ordinanza di Musumeci: in Sicilia "zona rossa" con maggiori restrizioni

  • Coronavirus, 1587 nuovi casi in Sicilia: a Catania +469

  • Raid punitivo per un commento su "Tik Tok": denunciate quattro donne

  • Coronavirus, Musumeci: "Se dati non miglioreranno, altri 15 giorni di zona rossa e scuole chiuse"

  • Coronavirus, Musumeci: "Allarme contagi da Palermo, Catania e Messina"

Torna su
CataniaToday è in caricamento