Lunedì, 2 Agosto 2021
Cronaca

Imprenditore denunciato: aveva depistato le indagini sulla morte di un dipendente

Il 12 febbraio scorso, un operaio edile di 60 anni era stato trasportato d’urgenza all’ospedale Cannizzaro di Catania. Era caduto dal tetto di un’abitazione di Ramacca, dov’erano in corso lavori di rifacimento della copertura e dopo pochi giorni è deceduto

La morte di un operaio e tanti misteri adesso, dipanati, dalle indagini dei carabinieri. Indagini che hanno portato alla denuncia di un imprenditore edile 46enne per omicidio colposo, di un 82enne per la responsabilità penale a carico del committente dei lavori, nonché di unmuratore di 36 anni ritenuto responsabile di favoreggiamento personale.

I fatti sono avvenuti lo scorso 12 febbraio quando un operaio edile di 60 anni era stato trasportato d’urgenza all’ospedale Cannizzaro di Catania a seguito di una caduta dal tetto di un’abitazione di Ramacca, dov’erano in corso lavori di rifacimento della copertura. L’uomo, il successivo 15 febbraio, è deceduto.

In un primo momento, la testimonianza resa dall’imprenditore, aveva indicato la caduta dell’uomo come avvenuta casualmente dal tetto di un’abitazione privata di Mineo dove l'uomo era intento, per conto proprio, alla sistemazione di un’antenna televisiva, e che la vittima era salita sul tetto solo per dargli una mano a titolo personale.

I militari, non credendo pienamente alla versione fornita dall'imprenditore, hanno eseguito degli approfondimenti investigativi, anche tramite l’analisi delle immagini registrate dai sistemi di video sorveglianza attivi nella zona indicata, che hanno confutato la testimonianza chiarendo come la vittima stesse in realtà effettuando attività lavorativa in
nero ed in violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro, all’interno un cantiere edile a Ramacca in via SS. Crocifisso, dove erano in atto lavori, affidati al 46enne, di rifacimento di un tetto.

Inoltre gli approfondimenti dei militari hanno appurato come il 36enne, dipendente della ditta, su precisa indicazione dell’imprenditore, al verificarsi dell’incidente aveva provveduto a lavare le tracce di sangue formatesi sul pavimento del cantiere, al fine di eludere le indagini nei confronti del proprio datore di lavoro. Il cantiere, nelle more dell’esecuzione di ulteriori rilievi tecnici, è stato sottoposto a sequestro.

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