Carabinieri, lezione di legalità fra i banchi di scuola media

I pericoli dei “Social network”. Progetto scolastico al Comprensivo “Montessori-Mascagni” di Catania

A lezione di legalità, fra i banchi di scuola media catanesi. I carabinieri del reparto nucleo operativo della caserma di piazza Dante, impegnati tutti i giorni sul campo a fronteggiare operativamente l'emergenza criminalità, si sono confrontati ieri mattina con gli alunni delle classi Terze, oramai adolescenti di 13/14 anni, dell'Istituto comprensivo “Montessori-Mascagnagni” di zona corso Indipendenza di Catania, affrontando la scottante tematica dei pericoli derivanti dall'uso sconsiderato e imprudente dei “Social network” quali Instagram e Facebook, che a volte nascondono dietro le “amicizie” virtuali concesse a perfetti sconosciuti, drammi quali gli adescamenti sessuali tramite il mezzo on-line, a danno di ragazzini ignari che così cadono nella rete degli “orchi” della pedofilia.

“Il pericolo spesso consiste nello stringere amicizie attraverso i social network - ha illustrato il comandante tenente Pierpaolo Apolllo -, con persone sconosciute che sono molto lontane da noi: i portali social network, come Instagram, danno la possibilità di scegliere di rendere pubblico o meno il nostro profilo, con possibilità quindi di mettere o meno dei filtri, e di scegliere o no, se accettare o meno anche di rendere visibile a tutti i nostri contenuti sui cellulari, quali foto scattate al mare”.

La seconda “tappa” del progetto “Sport e Legalità” del Comprensivo “Montessori-Mascagnagni” di via Di Gregorio, ha trovato spazio nella Sala cine-teatro dell'Istituto scolastico diretto dal preside Angelo D'Agosta, coinvolgendo alunni di Terza media e i militari dell'Arma di Catania, nelle persone dell'ufficiale Apollo e del brigadiere Rosario Clienti della caserma “Piazza Dante”. “Se decidiamo di rendere “libero” il nostro profilo Instagram così come per Facebook - ha continuato il tenente dell'Arma -, consentiamo a chiunque di contattarci attraverso questo canale, quindi di decidere se accettare o meno la sua amicizia; in questo caso, il nuovo riferimento normativo che ci tutela, è l'articolo 609 Undecies del Codice penale, che criminalizza il fenomeno del “grooming”, ossia l'adescamento on-line di un minore su Internet per ottenerne la fiducia, al fine di abusarne sessualmente”. Il consiglio dei militari dell'Arma, tenente Apollo e brigadiere Clienti, sarà quindi quello di “effettuare una rigorosa cernita, tramite un filtro inserito su Instagram e Facebook, delle persone che vi seguono, così da allontanare il pericolo pedofilia di soggetti attratti da ragazzini della vostra fascia di età”.

“Queste pillole di legalità del mio comandante - ha aggiunto il brigadiere Rosario Clienti -, possono servire a salvare vite umane: presso la caserma di piazza Dante, sono venuti a denunciare reati, sia genitori che figli in lacrime, di abusi sessuali a seguito di adescamenti e incontri fra pedofili e minori della vostra età, che sono caduti in trappola con la promessa di una semplice ricarica del telefonino”. La precauzione “madre”, da adottare per gli adolescenti, sarà comunque quella di denunciare o anche di segnalare eventuali “allarmi”, legati a persecuzioni via Internet, a genitori, insegnanti e Forze dell'ordine. “Un'altra iniziativa - illustra la referente del progetto scolastico“Sport e Legalità” della “Montessori-Mascagnagni, prof.ssa Franca Falcone -, questa di oggi, che promuove abbinamenti e incontri formativi e di prevenzione dei pericoli della Rete, fra la nostra scuola e le Forze dell'ordine, come nel nostro caso il Decimo Reparto mobile della Polizia di Stato di Catania, il Comando provinciale dei Carabinieri di Catania e la Polizia postale di Catania”.

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Soddisfatta infine dell'incontro con i rappresentanti delle Forze dell'ordine, anche la Referente del “Comprensivo Montessori-Mascagnagni” alla Legalità e al Cyber-bullismo, prof.ssa Agata Petrosino, in quanto “sicuramente, la nostra scuola è da anni è impegnata nell'educazione alla legalità e nella lotta al bullismo e al cyber-bullismo; a tal fine, promuove incontri con le Forze dell'ordine, psicologhe legate ad associazioni che operano sul territorio, così come lo scorso anno abbiamo promosso un progetto con “Amnesty International”, per affrontare la tematica del bullismo e del cyber-bullismo; dunque con tutte le Istituzioni che si occupano di contrastare questi fenomeni”.

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