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Piazza Lanza, detenuti in sciopero della fame per chiedere condizioni migliori

Hanno aderito in massa allo sciopero promosso dal Partito Radicale per chiedere al Governo di emanare entro l’estate i decreti delegati di attuazione della riforma dell’ordinamento penitenziario

Il carcere di Piazza Lanza continua ad essere un istituto sovraffollato, sebbene negli ultimi anni la situazione sia notevolmente migliorata sia sotto il profilo della pressione detentiva, sia dal punto di vista delle condizioni strutturali. E' quanto emerge dopo la visita di Ferragosto degli esponenti del Partito Radicale Gianmarco Ciccarelli, Donatella Corleo, Giulia Cumitini, Luigi Recupero ed Eliana Verzì, che anche quest'anno si sono recati nella struttura detentiva etnea per fare un sopralluogo ed incontrare i detenuti.

Sciopero della fame

Questi ultimi hanno aderito in massa al "Satyagraha" promosso dal Partito Radicale per chiedere al Governo di emanare entro l’estate i decreti delegati di attuazione della riforma dell’ordinamento penitenziario, con tre giorni di sciopero della fame (16, 17 e 18 agosto), devolvendo alla Caritas il vitto fornito dall’amministrazione penitenziaria. Il 15 agosto i detenuti presenti erano 350, a fronte di una capienza regolamentare di 253 posti, con un affollamento del 138 per cento. Si tratta di 331 uomini e 19 donne. Gli stranieri sono 84. Con riferimento alla posizione giuridica, sono 76 i detenuti che scontano una condanna definitiva, mentre 274 sono in attesa di giudizio.

Sovraffollamento cronico

Sono 41 i detenuti tossicodipendenti e altrettanti affetti da patologie di tipo psichiatrico. Fra le criticità rilevate, oltre al sovraffollamento, la persistente carenza di organico del corpo di polizia penitenziaria, che può contare su 234 agenti effettivamente in servizio a fronte di una pianta organica che ne prevede 395. Sotto organico anche gli educatori: soltanto 3 in luogo dei 6 previsti. Per i detenuti stranieri non è disponibile la figura del mediatore culturale. Soltanto 59 le persone impiegate in attività lavorative, tutti alle dipendenze dell’amministrazione penitenziaria.

Piazza Lanza promossa

Per quanto riguarda l’assistenza sanitaria, oggi di competenza del servizio sanitario regionale, si segnalano ritardi e carenze che, in alcuni casi, rischiano di comprimere seriamente il diritto alla salute delle persone recluse. Il rapporto fra i detenuti e gli agenti di polizia penitenziaria è molto buono, secondo i radicali. "Il clima all’interno del penitenziario - scrivono nel rapporto - è sereno e ciò si deve in primo luogo alla professionalità della direttrice dott.ssa Elisabetta Zito e della comandante di polizia penitenziaria dott.ssa Simona Verborosso,oltre alla maturità della popolazione detenuta che, ancora una volta, ha scelto di utilizzare il metodo della nonviolenza per porre all’attenzione della politica e dell’opinione pubblica le proprie legittime istanze e rivendicazioni di diritti".

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