"Cari delinquenti, siete soli", i fedeli sono 'spaccati' e la festa si chiude nella "vergogna"

Braccio di ferro tra autorità (civili e religiose) e le ragioni del 'popolo'. Lo stop alla salita Di Sangiuliano spacca i devoti. "La sicurezza prevale", spiegano in Cattedrale, ma c'è chi piange e protesta per la celebrazione 'dimezzata'.

L'epilogo delle festività agatine ha un sapore più che amaro: ancora una volta si assiste ad un braccio di ferro tra autorità (civili e religiose) e le ragioni del 'popolo'. Troppe persone all'interno del cordone, "troppi ragazzini"  e mentre il fercolo, lentamente, percorreva il suo percorso tradizionale, il capo-vara Claudio Consoli ha imposto lo "stop". "Ragioni di sicurezza" : la salita della via dedicata ad Antonino Di Sangiuliano - tra i momenti 'apicali' della tregiorni - è stata annullata. Niente da fare, la Santa deve tornare subito in Cattedrale. Non serve a nulla la protesta dei 'cittadini', la decisione è presa e, così, viene cancellato anche il canto delle Clarisse, le suore di clausura di via Crociferi. Uno dei passaggi più intensi della festa.

Stop alla salita Di Sangiuliano, i devoti: "Meglio non farla" | VIDEO

"La sicurezza deve prevalere su tutto, se ne facciano una ragione quei quattro delinquenti che non hanno ben chiaro lo spirito della festa", spiegano intanto in Cattedrale, ma tra la folla bianca dei 'cittadini' c'è chi piange e protesta per la celebrazione 'dimezzata'. Una decisione 'pesante', quella di Consoli, "impopolare" - come la definisce il vescovo dal pulpito - che oltre ad essere supportata dai vertici dell'Arcidiocesi e della politica cittadina, ha di fatto creato una spaccatura tra i devoti. Se, da un lato, la scelta è stata considerata "ragionevole", proprio in virtù del prevalere della pubblica sicurezza, altri hanno duramente attaccato il responsabile del fercolo, chiedendone le 'dimissioni' in modo esplicito. I più agitati hanno deciso di far sentire la propria voce anche in Cattedrale, rallentando per qualche istante l'ingresso del busto reliquiario, venendo però subito zittiti dagli alti prelati: "Questo gruppetto di delinquenti ancora non ha capito cos'è la festa - hanno detto dai microfoni - Lasciate passare Sant'Agata e andate a casa, la Santa è di tutti".

Sant'Agata, devoti contro il capovara: "Non si fa così, se ne vada casa" | VIDEO

Qualche istante prima della 'sofferta' scelta, dal capo-vara Consoli era arrivato un solo commento: "E' una vergogna" aveva detto, guardando il cordone a terra e la confusione creata tra via Etnea e i Quattro Canti. Momenti che, sicuramente, susciteranno il malumore ed il 'chiacchericcio' dei tanti cittadini per i quali la festa - in tutti i suoi momenti - significa molto. Se non "tutto". Ma con l'utilizzo oculato di quelle parole, con quella reprimenda lanciata contro i "delinquenti" di cui parla Barbaro Scionti, la Chiesa sembra aver riproposto l'antica questione che permea, da sempre, la festa di Sant'Agata: chi prende, veramente, le decisioni all'interno del percorso? Il popolo e, in esso, anche le organizzazioni criminali o, invece, le autorità dello Stato, il Comitato dei Festeggiamenti e l'Arcidiocesi? Una domanda alla quale sembra aver risposto il capo-vara con il suo comportamento, anche se una cosa è certa: al momento della sua 'nisciuta' dalla Cattedrale, la Santa viene consegnata nella mani dei "cittadini". Tutti.

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