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Abuso d'ufficio, richiesta di rinvio a giudizio per l'ex comandate Pietro Belfiore

Nuova rogna per l'amministrazione guidata da Enzo Bianco: l'ex comandante della Municipale, oggi dirigente delle Risorse Umane del Comune, sarebbe coinvolto in un'indagine per abuso d'ufficio collegata al settore della cartellonistica

Un'altra tegola giudiziaria cade oggi sull'amministrazione guidata da Enzo Bianco. Dopo il coinvolgimento dei fedelissimi Massimo Rosso e Orazio Fazio nello scandalo dell'appalto dei rifiuti, un altro alto dirigente è stato tirato in ballo dalla Procura, questa volta con l'accusa di abuso d'ufficio. Si tratta di Pietro Belfiore, ex comandante della polizia municipale, oggi a capo della Direzione Risorse Umane del Comune di Catania, e già dirigente del Settore Tributi, Affissioni e Pubblicità.

L'ufficiale, dopo una denuncia della società di cartellonistica Job Creation, sarebbe oggi accusato dai magistrati inquirenti di aver abusato della sua posizione in merito alla corretta collocazione degli impianti destinati alle affissioni pubblicitarie. Per questo motivo, dopo una richiesta di rinvio a giudizio formulata a novembre 2017 dal pm Agata Santonocito, il giudice dell'udienza preliminare Di Giacomo dovrà decidere se avviare un procedimento in un'udienza fissata per mercoledì prossimo.

Secondo quanto formulato dall'accusa, Pietro Belfiore -  all'epoca dei fatti al vertice dei vigili urbani e nella qualità di capo della direzione Affissioni e Pubblicità- avrebbe consentito a diverse aziende del settore di mantenere attivi gli impianti pubblicitari su posizioni improprie, cioè fuori dai siti assegnati dal Comune e, in alcuni casi, in postazioni in contrasto con il Codice della Strada. Un'intromissione che, nell'ipotesi accusatoria, avrebbe "indebitamente assicurato vantaggi" a società concorrenti alla ditta di Angelo Caruso e Maurizio Giuffrida che, da anni, lamentano un'interferenza impropria da parte delle autorità preposte ai controlli del settore. 

Gli episodi

In particolare sono due gli episodi. Nel primo, secondo il pm, Belfiore adottava prima 4 "determine dirigenziali, due nei confronti di Alessi spa e due nei confronti di Start affissioni", con le quali "sostituiva, rinnovava e unificava per un periodo di anni tre le autorizzazioni per le installazioni di impianti pubblicitari", e così facendo "procurava ad Alessi spa e Start affissioni un ingiusto vantaggio patrimoniale". Nel secondo "proponeva alla giunta l'approvazione del protocollo d'intesa per il riordino dell'impiantistica pubblicitaria (poi effettivamente adottato)", con il quale "in una materia non disponibile alla concertazione e in spregio al principio di concorrenza, l'amministrazione comunale negoziava con una parte delle società operanti nel settore (tra cui Alessi spa e Start affissioni), una sostanziale sanatoria". Un atto che avrebbe annullato "le pregresse illegittimità relative agli impianti", e così facendo "procurava un ingiusto vantaggio patrimoniale" alle firmatarie del protocollo e un conseguente "danno ingiusto" alle società "operanti non firmatarie". 

Il commento degli imprenditori

"Dopo cinque anni di tribolazione aziendale e personale, prendiamo atto dell'ottimo operato della magistratura ed esprimiamo soddisfazione - dichiarano i due imprenditori a CataniaToday - Aspettiamo con fiducia l'esito del procedimento". "Speriamo che questa vicenda - aggiungono - possa servire a portare quella legalità fino ad oggi negata, e a dare pari condizioni a tutte le aziende che si rapportano con la pubblica amministrazione".

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