Abuso d'ufficio, slitta a settembre la decisione su ex comandante Belfiore

Al centro dell'inchiesta la denuncia di una società di cartellonistica che si sarebbe sentita penalizzata da alcune decisioni adottate da Belfiore quando era anche capo divisione della direzione Affissione e pubblicità.

E' stata rinviata al prossimo 12 settembre l'udienza preliminare, davanti al Gip Sebastiano Fabio Di Giacomo Barbagallo, per la richiesta di rinvio a giudizio, sollecita dal Pm Agata Santonocito, per abuso d'ufficio dell'ex comandante della polizia municipale di Catania Pietro Belfiore. Lo slittamento è stato dovuto all'impedimento di uno dei difensori, gli avvocati Attilio Floresta e Mario Brancato. Al centro dell'inchiesta la denuncia di una società di cartellonistica che si sarebbe sentita penalizzata da alcune decisioni adottate da Belfiore quando era anche capo divisione della direzione Affissione e pubblicità.

Secondo l'accusa avrebbe consentito ad alcune società di mantenere impianti pubblicitari su posizioni non regolari e, in alcuni casi, anche in contrasto con il testo unico sul codice della strada, assicurando così "indebiti vantaggi" ad alcune società a scapito di altre. Sono quattro le determine dirigenziali sotto inchiesta che avrebbero, secondo l'accusa, favorito due volte ciascuno due società di affissioni pubblicitarie

“Ribadiamo, ancora una volta la nostra fiducia sull’operato della Procura - spiegano gli imprenditori Angelo Caurso e Maurizio  a CataniaToday - ma riteniamo l’accaduto di oggi una circostanza, l’ennesima, alquanto sfortunata perché si è assistito alla contemporanea assenza di tutti e due i legali difensori del Dott. Belfiore, con la conseguenza di rimandare al prossimo Settembre la decisione sul rinvio a giudizio".

"Siamo alquanto amareggiati, dopo anni di denunce - continuano - di dover ancora attendere per sapere  se  le nostre battaglie siano  sia frutto della nostra immaginazione o semplicemente realtà. Di certo continueremo a non arrenderci ai tempi della giustizia o a cavilli burocratici - concludono - anzi abbiamo intenzione oggi come per il futuro di far si che il settore della pubblicità esterna torni ad avere le condizioni di legalità che ogni operatore “onesto” del settore auspica".      

Le accuse della Procura

Secondo quanto formulato dall'accusa, Pietro Belfiore -  all'epoca dei fatti al vertice dei vigili urbani e nella qualità di capo della direzione Affissioni e Pubblicità - avrebbe consentito a diverse aziende del settore di mantenere attivi gli impianti pubblicitari su posizioni improprie, cioè fuori dai siti assegnati dal Comune e, in alcuni casi, in postazioni in contrasto con il Codice della Strada. Un'intromissione che, nell'ipotesi accusatoria, avrebbe "indebitamente assicurato vantaggi" a società concorrenti alla ditta di Angelo Caruso e Maurizio Giuffrida che, da anni, lamentano un'interferenza impropria da parte delle autorità preposte ai controlli del settore.

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