Cronaca

Emergenza casa, in arrivo 13 milioni dal “piano nazionale città”

I finanziamenti provengono dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e sono destinati al risanamento di aree degradate. Secondo il sindacato Sicet i soldi potrebbero essere impiegati per dare risposte concrete alla fame di alloggi

Ci sono 13 milioni di euro per Catania nel “piano nazionale per le città” del ministero Infrastrutture. Secondo il Sicet (sindacato inquilini, casa e territorio) i finanziamenti possono essere impiegati per risanare aree degradate e dare risposte anche alla fame di alloggi.

“La nuova giunta Bianco è ora chiamata a fare qualcosa per le famiglie che ancora aspettano un alloggio”, la richiesta arriva dall’assemblea generale, organizzata dal Sicet provinciale, di quanti sono in attesa da anni di avere assegnato un alloggio come emergenza, come sfrattato o in base ai bandi di aggiornamento Iacp.

Durante l’assemblea, presieduta da Carlo D’Alessandro, segretario generale del Sicet, e alla presenza di Gavino Pisanu, segretario territoriale Cisl, si è parlato di ciò che la nuova amministrazione, guidata dal sindaco Bianco, deve al più presto affrontare.

I finanziamenti di cui si parla arrivano dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti con l’articolo 12 del decreto legge 22 giugno 2012 n. 83, concernente “Misure urgenti per la crescita del paese”, convertito con modificazioni dalla legge 7 agosto 2012 n. 134. Vi si parla di un “piano nazionale per le città”, dedicato alla riqualificazione di aree urbane con particolare riferimento a quelle degradate, mettendo a disposizione 94 milioni di euro.
Tra le città previste da questo piano, vi è anche Catania, per la quale sono stati destinati 13 milioni di euro.

“Il “bene casa” – sottolinea D’Alessandro – è uno dei temi fondamentali per la nostra città, più volte oggetto di discussioni e incontri con l’amministrazione comunale precedente, e a conoscenza anche dell’Ufficio Casa e dell’assessorato ai Servizi sociali. Tra le questioni da mettere sul tappeto ci sono quella del social-housing, un buon progetto non ancora però concretizzato e quella, fondamentale, del recupero di alloggi fatiscenti, tra i quali il “famoso” palazzo di cemento, sfruttando i finanziamenti che sono stati destinati per Catania, naturalmente non ancora sfruttati, nonostante le mille esigenze della città”.

“Nonostante questo immobilismo – conclude D’Alessandro – noi ci muoveremo, anche con la Cisl, per predisporre, assieme alle altre organizzazioni sindacali dell’inquilinato, edili, pensionati e funzione pubblica, in vista di chiedere, in un futuro non troppo lontano, un tavolo di concertazione per affrontare i temi della casa. Ci auguriamo che la nuova amministrazione possa a giorni dare risposte nel merito e che cominci a lavorare affinché tutti coloro che si trovano in condizioni precarie, sia sul piano casa che su quello lavorativo, vedano un barlume di speranza”.

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