Aspettano una casa popolare da 18 anni: polemica tra gli aventi diritto

Ci sono famiglie a Catania che, ancora, aspettano la consegna di case popolari da oltre 18 anni. Finalmente sono pronti gli elenchi di chi ne ha diritto ed ecco che scoppia la tensione

Ci sono famiglie a Catania che, ancora, aspettano la consegna di case popolari da oltre 18 anni. Finalmente sono pronti gli elenchi di chi ne ha diritto ed ecco che scoppia la tensione tra i richiedenti e Palazzo degli Elefanti.

"Ci sono almeno 600 persone in attesa - spiega il segretario del Sicet Cisl Carlo D'Alessandro - tra cui 100 in vera emergenza: otto famiglie, in particolare, sono ricoverate in strutture comunali perché le abitazioni sono state dichiarate inagibili ed è stato loro ordinato di andare via. Sono tutti segnalati nei due elenchi, pronti dall'8 novembre scorso, che riconoscono chi è in emergenza e chi è sotto sfratto esecutivo. E' vero, però, che il 25% non ha diritto di assegnazione".

"In città ci sono palazzi fatiscenti - continua D'Alessandro - come quello in via Magri, dove si vive ai limiti: alcune assistenti sociali hanno perfino diffidato alcune famiglie con lo spauracchio di togliere loro i bambini. Quasi un ricatto, per farli stare zitti e non farli protestare. E' assurdo visto che, invece, il Comune potrebbe recuperare tanti alloggi, tra quelli vandalizzati (ma gli inquilini potrebbero sistemarli a proprie spese, detraendo i costi dall'affitto) e quelli occupati abusivamente. Un esempio? A San Giorgio ci sono 144 alloggi, che erano nuovi e che si potrebbero recuperare. A Librino, in Viale Moncada, c'è una palazzina intera da consegnare. Altri 200 alloggi sono sparsi per la città, ma sono in mano ai delinquenti: se si hanno soldi, la malavita riesce a trovare una sistemazione. Tanto che ci sono cittadini onesti che hanno paura ad uscire da casa per l'incubo di non riuscire più a rientrare: è successo a chi è stato ricoverato in ospedale, ma pure a chi è andato a fare la spesa. Abbiamo fatto tante denunce ma nessuno interviene, adesso la gente non ce la fa più, minaccia di occupare il Comune".

A rispondere al sindacato degli inquilini è l'assessore alle Politiche Sociali Carlo Pennisi: "In questi mesi abbiamo rifatto le graduatorie degli aventi diritto che erano ferme e non controllate da anni. Abbiamo coinvolto anche i sindacati, che sono stati testimoni di questo recupero di legalità. Ma a fare pressione sono quelli che sono fuori dagli elenchi e che tentano di fregare la casa a chi ne ha diritto. Dicono «il Comune ci deve dare le case» ma noi rispondiamo «il Comune vi aiuta ad abitare» e stiamo già sostenendo molte famiglie nella ricerca di affitti con contratti regolari e buono-casa".

"Gli alloggi da consegnare a Librino sono controllati a vista da Vigili Urbani e Carabinieri, per non farli occupare abusivamente. Durante i giorni di Sant'Agata, approfittando della confusione per la Festa, alcuni hanno pensato di entrare abusivamente e noi siamo dovuti intervenire subito e lo abbiamo evitato. Allora, per ritorsione, sono andati a protestare in Municipio, in Cattedrale, all'Ufficio Casa. E si sono rifiutati di parlare con il nostro ufficio".

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