Cronaca

Caserma di Piacenza, spaccio e torture: coinvolti un finanziere e un carabiniere catanesi

I catanesi coinvolti sono un finanziere Marco Marra, che ha l'obbligo di firma ed è accusato di rivelazione e utilizzazione di segreti di ufficio e un Appuntato dei carabinieri Salvatore Cappellano, finito in carcere

Ci sono anche due catanesi tra i militari coinvolti nell'inchiesta "Odysseus" della Procura piacentina, accusati di svariati e pesanti reati. Un quadro inquietante quello ricostruito dalla procura di Piacenza. Dieci carabinieri che sarebbero coinvolti in un traffico di stupefacenti sono stati sottoposti a misura cautelare, la stazione dell'Arma di via Caccialupo sequestrata e violenze definite in stile "Gomorra" che sarebbero state compiute dai militari per coprire le proprie attività illecite. I catanesi coinvolti sono un finanziere Marco Marra, che ha l'obbligo di firma ed è accusato di rivelazione e utilizzazione di segreti di ufficio e un Appuntato dei carabinieri Salvatore Cappellano, finito in carcere. Le indagini si sono svolte negli ultimi sei mesi e hanno registrato riscontri penali nei confronti del totale dei 22 indagati a partire dal 2017, ma anche durante il lockdown iniziato nei primi giorni di marzo. Alcune delle accuse contestate a vario titolo sono: traffico di stupefacenti, ricettazione, estorsione, arresto illegale, tortura, peculato, abuso d'ufficio, falsità ideologica, violenza privata, truffa ai danni dello Stato. I comportamenti illeciti nell'ambito del traffico di stupefacenti spaziano dall'approvvigionamento durante il lockdown, contatti con spacciatori di livello, attività di staffetta per conto degli spacciatori, attività di custodia e detenzione degli stupefacenti, spaccio per conto proprio. Solo un militare di stanza nella caserma è risultato estraneo ai fatti.

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