Caso Catania, arrivano i primi deferimenti: procura federale in azione

Dopo l'audizione è tempo di deferimenti, che dalle 11.30 di questa mattina sono stati notificati dalla Procura federale della Federcalcio nell'ambito del caso Catania. Le notifiche sono rivolte all'ex presidente del club etneo Pulvirenti, dell'ex direttore generale Cosentino, mentre per quanto riguarda Delli Carri, la sua posizione verrà esaminata successivamente

Dopo l'audizione è tempo di deferimenti, che dalle 11.30 di questa mattina sono stati notificati dalla Procura federale della Federcalcio nell'ambito del caso Catania. Le notifiche sono rivolte all'ex presidente del club etneo Pulvirenti, dell'ex direttore generale Cosentino, mentre per quanto riguarda Delli Carri, la sua posizione verrà esaminata successivamente. Il Catania è coinvolto per responsabilità diretta: rischia infatti la retrocessione in Lega Pro o, nel peggiore dei casi, in serie D. La strategia difensiva di Pulvirenti, che ha deciso di patteggiare, potrebbe scongiurare la massima pena e relegare il Catania in Lega Pro, con conseguenti punti di penalizzazione.

Non si hanno ancora notizia riguardo ai deferimenti per i club e i giocatori coinvolti: per loro la procura federale seguirà una seconda traccia, per responsabilità oggettiva e non diretta. In tal caso sarebbe scongiurata la retrocessione, ma si arriverebbe alla sola penalizzazione in termini di punti per i club coinvolti, magari a campionato in corso.

Oltre a Pulvirenti e Cosentino il procuratore federale ha deferito il dirigente Piero Di Luzio e il procuratore Fernando Antonio Arbotti. Tutti sono accusati di essersi associati al fine di "commettere una serie indeterminata di illeciti disciplinari", fra i quali illeciti sportivi e effettuazione di scommesse illecite, "operando con condotte finalizzate ad alterare il regolare svolgimento e il risultato di gare del campionato di calcio di serie B" nel quale era impegnato il Catania "mediante dazioni di denaro costituente il compenso per l'illecita attività posta in essere ovvero mediante scommesse dall'esito sicuro perché realizzate su gare combinate. Programma perseguito con un assetto stabile e con una distribuzione di ruoli predeterminata", come si legge nel dispositivo.

Pulvirenti viene definito dalla procura il "capo e promotore" dell'attività illecita, mentre all'ex ds del Catania Daniele Delli Carri (la cui posizione è stata stralciata) e ad Arbotti viene attribuito il ruolo di "organizzatori" in concorso con Di Luzio e a Giovanni Luca Impellizzeri quello di "finanziatore" (stralciata anche la sua posizione per le partite sotto inchiesta del Catania). In pratica, secondo l'accusa, Impellizzeri finanziava l'acquisto dei calciatori corrotti. A tutti, tranne Cosentino che viene definito solo "partecipe", viene contestata anche l'aggravante di essere "promotori e gestori dell'associazione".

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