Caso Cianco, Cgil: "Guardiamo al modello di recupero Tecnis"

"Il caso Tecnis, per esempio, è stato gestito con attenzione e cura dagli amministratori che hanno ascoltato i sindacati. Noi vorremmo che si ripetesse la stessa impronta di dialogo aperto" afferma il sindacato etneo

"La Cgil di Catania guarda con fiducia e ottimismo all'operato della Magistratura catanese che al momento di spiegare pubblicamente le basi del decreto di sequestro ai beni dell'editore Mario Ciancio, ha dimostrato ancora una volta non solo di avere seguito con determinazione e nel tempo un'indagine obiettivamente difficile, ma anche di avere guardato al futuro dei dipendenti dell'editore con uno sguardo di fiducia verso il futuro, come esposto non solo dal procuratore Carmelo Zuccaro ma anche dal Pm Antonino Fanara". Con queste parole il sindacato catanese commenta il sequestro e la confisca di beni all'editore Mario Ciancio Sanfilippo. 

"Il panorama di lavoratori - afferma la Cgil -  all'interno del gruppo è variegato: giornalisti, ma anche tecnici, grafici, amministrativi. I lavoratori delle aziende che si trovano in mano ai commissari giudiziari non possono pagare il prezzo di un sistema contorto, infiltrato da mala politica e prassi mafiose. Il caso Tecnis, per esempio, è stato gestito con attenzione e cura dagli amministratori che hanno ascoltato i sindacati. Noi vorremmo che si ripetesse la stessa impronta di dialogo aperto e sincero a tutela dei lavoratori e dunque della città stessa. La Cgil affianca con passione e con l'impegno congiunto della segreteria nazionale le aziende commissariate. Ne conosciamo complicazioni tecniche, aspetti burocratici poco nobili e amarezze, ma siamo stati ripagati dai risultati. L'appello al recupero della fiducia cittadina ci ha convinti: Catania ha bisogno prima di tutto di questo e sin da ora ci distacchiamo con forza da tutti coloro che utilizzeranno questo, come altri casi, per impartire lezioncine di morale inutili, vanesie e autoreferenziali, spesso per consumare vendette personali" 

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"Non ci interessa confrontarci con chi punta sempre il dito contro gli altri sulla comoda poltrona dei Social e senza sapere di cosa parla; la Cgil sa benissimo che Catania è una città violentata dalla mafia imprenditoriale ed è il sindacato dei fatti, gli stessi che videro la Cgil a fianco dei lavoratori di Telecolor e Antenna schierandoci senza indugio contro la proprietà. Alla magistratura catanese -conclude il sindacato etneo - va ancora una volta il nostro 'grazie',  pur rimanendo garantisti sino al termine dei gradi di giudizio nei confronti dell'accusato. Come è giusto che sia. Ma senza dimenticare che il nostro sindacato è e sarà sempre contro la mafia. E resta al fianco di tutte le associazioni e movimenti con cui collabora da anni facendo la sua parte, giorno dopo giorno, sul territorio".

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