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Caso Montante, Confcooperative e Legacoop: "Non deligittimare vera antimafia"

"C’è il rischio di cadere tutti nel brodo della ineluttabilità, della impossibilità del cambiamento, del velleitarismo di chi lo persegue, uno scenario che isola chi fa il proprio dovere"

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa di Legacoop e Confcooperative sul caso Montante.

"Uno degli effetti più gravi legati alle notizie di questi giorni riguardanti l’inchiesta sul cosiddetto 'sistema Montante' è rappresentato dalla caduta di credibilità del movimento antimafia. Un effetto che rischia di indurre ulteriormente nel cittadino la sensazione che “tutto cambia perché nulla cambi”, che il sistema mafioso non può essere combattuto, che tutti coloro che dichiarano di combatterlo lo fanno solo per un proprio tornaconto".

"Insomma c’è il rischio di cadere tutti nel brodo della ineluttabilità, della impossibilità del cambiamento, del velleitarismo di chi lo persegue, uno scenario che isola chi fa il proprio dovere e costituisce il terreno più fertile per l’affermazione delle mafie. È un effetto drammatico, non solo perché la da vinta alla mafia, ma anche per la conseguenza di esporre ulteriormente quanti, e sono in tanti, tra le istituzioni, tra i cittadini e tra le imprese, la lotta alla mafia la fanno veramente esponendosi ai rischi conseguenti, ogni giorno, in silenzio e senza cercare ribalte".

"Questa è a nostro avviso la responsabilità più grave della quale si saranno macchiati gli attori di questa vicenda se alla fine verranno provate le accuse che vengono loro mosse. Di fronte a questo rischio noi esprimiamo un plauso alla Magistratura per il lavoro che quotidianamente svolge, con professionalità e competenza, a tutela e vantaggio della collettività e di tutti i cittadini. Ma contestualmente riteniamo indispensabile il rilancio da parte del sistema delle imprese di un impegno concreto nel vero contrasto alla mafia e nel supporto alle imprese che lo esercitano".

"Ed in questo contesto ci sentiamo di lanciare un appello alla neo eletta Commissione Antimafia Regionale, presieduta dall’on. Claudio Fava, augurandoci che essa possa riuscire ad imprimere una svolta decisa che faccia emergere i bisogni veri del fronte che lotta contro la mafia, che ponga le condizioni per mettere in campo strumenti efficaci di contrasto e che accenda i riflettori sulle pagine oscure della nostra terra. La mafia ed i sistemi di potere che nella storia l’hanno favorita, costituiscono, con i loro condizionamenti, l’anticamera del sottosviluppo. Cioè quello che le imprese sane non possono volere".

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