Morte Nicole, tre medici della Gibiino indagati e sospesi dal servizio

Sospesi dalla professione medica per 10 mesi il neonatologo Antonio Di Pasquale, la ginecologa Maria Ausilia Palermo e l'anestesista Giovanni Alessandro Gibiino, indagati per la morte della piccola Nicole Di Pietro

Su richiesta della Procura, il gip di Catania ha sospeso dalla professione medica per 10 mesi il neonatologo Antonio Di Pasquale, la ginecologa Maria Ausilia Palermo e l'anestesista Giovanni Alessandro Gibiino, indagati per la morte della piccola Nicole Di Pietro, venuta alla luce nalla clinica privata Gibiino e deceduta poco dopo il parto lo scorso 12 febbraio durante il tragitto in ambulanza verso un'unità di terapia intensiva neonatale. Per i tre indagati si ipotizzano i reati di omicidio colposo e falso ideologico nella cartella clinica (VIDEO). 

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La decisione dell'applicazione della misura cautelare interdettiva fa riferimento alla "sussistenza del pericolo concreto e attuale di reiterazione dei delitti" per i quali gli investigatori della Squadra Mobile indagano.

L'ordinanza che dispone la misura interdittiva e' gia' stata trasmessa all'Ordine di medici di Catania per le relative valutazioni sugli eventuali provvedimenti di carattere disciplinare nei confronti de tre medici. La consulenza tecnica medico-legale depositata il 29 aprile scorso ha evidenziato a carico dei tre medici indagati "condotte gravemente colpose causalmente incidenti sulla morte della piccola".

Per la Procura inoltre "la documentazione medica sequestrata nella clinica Gibiino è apparsa da subito carente e complessivamente inattendibile con riferimento al decorso del travaglio, alle condizioni della bambina subito dopo la nascita e alle manovre rianimatorie praticate".

L'ipotesi investigativa iniziale è stata confermata nel corso delle indagini, in particolare dalle valutazioni di consulenti tecnici, dalle dichiarazioni dei tra testimoni, dall'acquisizione di un video del parto e dalle analisi delle registrazioni delle telecamere di videosorveglianza interne ed esterne della Clinica Gibiino. Un significativo contributo alla ricostruzione dei fatti e' derivato dall'attivita' di intercettazione telefonica, che ha consentito di accertare l'incompletezza del kit di emergenza neonatale in dotazione alla sala parto, con particolare riferimento alla mancanza degli strumenti necessari per la caratterizzazione del neonato", procedura ritenuta "indispensabile per una corretta rianimazione e stabilizzazione del bambino".

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Nell'ordinanza del gip vengono anche sottolineate "le condotte di inquinamento probatorio poste in essere dagli indagati sia in relazione ai reati di falso ideologico sia in relazione alla pervicacia dimostrata dagli stessi nell'occultamento del delitto di omicidio colposo, come emerso dalle dichiarazioni rese in sede di interrogatorio e dalle intercettazioni telefoniche". Nei prossimi giorni sono previsti gli interrogatori di garanzia di fronte al giudice. 

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