Caso Osteoporosi, archiviato il fascicolo a carico dei vertici dell’Asp di Catania

Nel suo esposto, il presidente dell’Ordine dei medici sosteneva presunte irregolarità nelle procedure di verifica, seguite dall’Asp, nei confronti dei 937 medici di medicina generale e specialisti ambulatoriali della provincia di Catania

Il Giudice per le indagini preliminari di Catania ha accolto la richiesta di archiviazione del Pubblico ministero del fascicolo che vedeva imputati il direttore sanitario dell’Asp di Catania, dott. Franco Luca, e la dr.ssa Ida Grossi, direttore generale dell’Asp di Catania al tempo dei fatti, a seguito dell’esposto-denuncia presentato l’8 settembre 2015 dal presidente dell’Ordine dei medici di Catania, dr. Massimo Buscema, assistito dall’avvocato Mario Brancato.

Nel suo esposto, il presidente dell’Ordine dei medici sosteneva presunte irregolarità nelle procedure di verifica, seguite dall’Asp, nei confronti dei 937 medici di medicina generale e specialisti ambulatoriali della provincia di Catania, in relazione ai casi di iperprescrizioni di farmaci per l’osteoporosi.

Nell’ordinanza il Gip, a seguito dell’udienza camerale celebrata con la partecipazione del dr. Luca, assistito dall’avvocato Carmelo Calì, ha rilevato la correttezza procedurale seguita dalla dr.ssa Grossi e dal dr. Luca, affermando come gli stessi si siano "limitati ad attivare le procedure previste per far fronte all’accertato danno erariale», agendo «per l’interesse della collettività e non certo per un interesse proprio o per danneggiare qualcuno".

L’ordinanza del Giudice chiude le porte anche all’ipotesi, avanzata dal presidente dell’Ordine dei medici, di trattamento illecito di dati sensibili, posto in essere dall’Asp di Catania.

In merito, l’ordinanza è molto chiara: "I dati personali oggetto del presente procedimento constano essere stati trattati nell’ambito di strutture sanitarie pubbliche e non risultano elementi per poter affermare che si sia prodotto un “nocumento” a carico dei soggetti interessati".

Da tutto ciò discende l’infondatezza della notizia di reato segnalata ai giudici dal presidente dell’Ordine di medici, riguardo sia a presunte irregolarità procedurali, sia all’illecito trattamento dei dati sensibili che sarebbero stati posti in essere dall’Asp di Catania nel caso in oggetto.

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