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Venerdì, 14 Giugno 2024
Cronaca

Catania tra le prime quindici province per ore di cassa integrazione in deroga

E' quanto emerge dai dati del Rapporto annuale Uil sugli ammortizzatori sociali in Italia

“Palermo, Catania e Messina tra le prime quindici province d’Italia per numero di ore autorizzate di Cassa integrazione in deroga nel 2022. Catania e Palermo nelle prime posizioni anche per Cassa straordinaria. Agrigento è nona per incremento percentuale di Cig nel periodo 2019/2022, Caltanissetta quinta nell’elenco relativo alla Cassa ordinaria, Enna decima per maggiore aumento di Cigs nel quadriennio. Se servono numeri per confermare il disagio occupazionale e sociale della nostra Isola, eccoli serviti”. Lo afferma la segretaria generale della Uil Sicilia, Luisella Lionti, commentando i dati del Rapporto annuale Uil sugli ammortizzatori sociali in Italia. Lo studio è stato curato dal Servizio nazionale Lavoro, Coesione e Territorio che è guidato dalla segretaria confederale del “Sindacato delle Persone”, Ivana Veronese. Nel documento si evidenzia fra l’altro come in Sicilia lo scorso anno siano state autorizzate 18 milioni 828 mila ore di ammortizzatori sociali: nel dettaglio, 13 milioni 646 mila ore di Cassa integrazione e 5 milioni 182 mila di Fondo Solidarietà. “Nella loro fredda oggettività – aggiunge Luisella Lionti – queste cifre testimoniano, da un lato, la straordinaria importanza di strumenti che continuano a salvare migliaia di posti di lavoro e, dall’altro, la sofferenza di tantissime famiglie, costrette a guardare il futuro senza certezze. Se la Uil con il suo leader nazionale Pierpaolo Bombardieri ha appena annunciato che i prossimi saranno mesi di mobilitazione, tutto ciò si spiega con l’assenza di politiche per il lavoro, per il superamento del gap infrastrutturale, per la formazione e lo sviluppo sostenibile che abbiamo rivendicato in passato come adesso incontrando troppo spesso i silenzi, l’indifferenza, dei Governi. E poco ci importa quale sia il loro colore”. La segretaria generale della Uil Sicilia conclude: “Noi rivendichiamo lavoro, legalità, sicurezza per un popolo che, vogliamo ribadirlo, non chiede mance ma risorse dovute e diritti legittimi. Non possiamo parlare di sviluppo senza lavoro, e non possiamo parlare di lavoro senza investimenti. Questo è l’appello-denuncia che abbiamo lanciato dal nostro congresso regionale e che vogliamo confermare adesso sulla base del Rapporto annuale sulla Cassa integrazione. Lo leggano con attenzione i politici, ma soprattutto offrano risposte con soluzioni concrete”.

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