Castel di Judica, estorsione e mafia con "cavallo di ritorno": quattro arresti

Per la restituzione dei mezzi, che hanno un valore commerciale di 80 mila euro, l'imprenditore avrebbe pagato 6 mila euro, in due rate. I due pagamenti, uno avvenuto in un'area di servizio di Acireale, sono state ripresi dai carabinieri

Quattro persone accusate di estorsione praticata con il metodo del "cavallo di ritorno" sono state arrestate da carabinieri di Catania. La vittima è il titolare di un’azienda agricola di Castel di Judica che ha subito, il 20 marzo scorso, la rapina di un trattore, due escavatori e due camion.

Per la restituzione dei mezzi, che hanno un valore commerciale di 80 mila euro, l’imprenditore avrebbe pagato 6 mila euro, in due rate. I due pagamenti, uno avvenuto in un’area di servizio di Acireale, sono state ripresi dai carabinieri.

Le quattro persone arrestate da militari dell’Arma, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip di Catania, sono: Rodolfo Fichera, di 52 anni, di Paternò; Gianni Galati Massaro, di 38, di Adrano; Francesco Furnari, di 47, di Biancavilla; e Salvatore Torre, di 52, di Aci Catena.

A tre degli indagati è contestata anche l’aggravante dell’uso del metodo mafioso, perché sarebbero stati provati contatti con la criminalità organizzata catanese, che sarebbe stata destinataria di parte del provento illecito.

Le indagini dei carabinieri della compagnia di Palagonia sono state coordinate dalla Procura distrettuale di Catania che, conclusi gli interrogatori di garanzia e valutata la rilevanza per ciascun indagato, procederà a chiedere il giudizio.

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