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Giovedì, 19 Maggio 2022
Cronaca

Cataloghi pedopornografici su “Google Drive”, indaga la polizia postale etnea

Un solo catalogo conta più di 150 "piccole modelle" che in set fotografici ben definiti posano indotti in nudo porno e atteggiamenti sessuali espliciti. Spesso nei cataloghi vengono inserite anche foto rubate nelle spiagge con bambini nudi, seminudi, ma anche con il costume

Scoperti su “Google Drive” e denunciati alla Polizia Postale di Catania dall’associazione Meter onlus di don Fortunato Di Noto undici cataloghi pedopornografici che coinvolgerebbero bambine dai 6 ai 12 anni. I cataloghi contenuti nello spazio free di Google dove utenti possono archiviare e caricare foto, video e immagini, portandoli sempre con se vengono divulgate, ostentate, nelle BBS (bacheche) specializzate nella divulgazione del materiale pedofilo.

L' Osmocop di Meter (Osservatorio Mondiale contro la pedofilia e la pedornografia), con il suo costante monitoraggio della rete – mai interrotto da più di 20 anni – ha permesso, solo nel mese di luglio, di denunciare  alla Polizia Postale di Catania centinaia di video e migliaia di pedofoto con bambini in tenerissima età e anche torturati. La richiesta aumenta e quindi lo sfruttamento sessuale dei bambini è sempre più schiavizzante.

Un solo catalogo conta più di 150 “piccole modelle” che in set fotografici ben definiti posano indotti in nudo porno e atteggiamenti sessuali espliciti. Spesso nei cataloghi vengono inserite anche foto rubate nelle spiagge con bambini nudi, seminudi, ma anche con il  costume. Fenomeno definito dagli esperti Meter “pedosoft” e che nelle gallery specializzate e utilizzate dai pedofili vengono massicciamente caricate a disposizione della perversione sessuale degli amanti dei bambini.

Don Fortunato Di Noto, fondatore di Meter dichiara: “La pedopornografia, lo sfruttamento sessuale dei bambini non è solo combattuta dalle varie società tecnologiche – che potrebbero benissimo investire di più o sostenere Meter (da più di 20 anni e pioniera nella lotta mondiale alla pedofilia). La scoperta di oggi, ma anche negli scorsi anni, è la dimostrazione che è importante la costante attenzione del mondo del volontariato “professionale” contro un crimine dell’umanità.”

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