Comune di Catania, il giorno del "dissesto": aspettando la dichiarazione ufficiale

L'ultimo atto che ha sancito l'inevitabilità della strada del crack finanziario è stato il rigetto del ricorso presentato alla Corte dei conti dal Comune di Catania

Il Consiglio comunale si riunirà in sessione straordinaria domani alle 18.30 per dichiarare ufficialmente il dissesto finanziario del comune di Catania. Si tratta di un momento che segnerà profondamente la vita amministrativa dell'Ente guidato dal sindaco Salvo Pogliese e dalla sua Giunta. Il testo unico degli Enti locali prevede, infatti, che l'atto formale debba essere adottato dall'organo consiliare. All'ordine del giorno c'è anche la proposta di delibera del bilancio consolidato 2017. Il provvedimento di dichiarazione del dissesto dovrà essere, quindi, trasmesso, entro 5 giorni al Ministero dell’Interno e alla Procura regionale della Corte dei conti, insieme alla relazione dell’organo di revisione economico finanziario del comune di Catania.

L'ultimo atto che ha sancito l'inevitabilità della strada del crack finanziario è stato il rigetto del ricorso, presentato alla Corte dei conti dal Comune di Catania e arrivato i primi di novembre, avverso la sentenza della magistratura contabile regionale che aveva decretato la necessità di dichiaraare il dissesto. 

Lo spettro della disastrosa situazione in cui versavano le casse comunali si è manifestato sin dal momento dell'insediamento della nuova Giunta: durante il passaggio di consegne tra Bianco e Pogliese, infatti, è emersa una revisione di cassa che ha evidenziato in quella data una parte disponibile di circa 5 milioni di euro, a fronte di un’anticipazione di cassa disponibile di circa 188 milioni di euro. 

Le responsabilità politiche

La situazione economica del Comune è nota da tempo e la ricerca delle responsabilità politiche ha innescato un dibattito acceso tra le parti in causa. A partire dalla redazione del piano di riequilibrio preparato da Roberto Bonaccorsi - assessore al Bilancio dall'amministrazione Stancanelli - che secondo l'ex sindaco Enzo Bianco presentava dei dati inesatti sulla quantificazione dei debiti fuori bilancio.

Le dichiarazioni di Bianco | VIDEO

Anche Raffaele Stancanelli, che fino a quel momento si era sempre astenuto dal commentare l'attività amministrativa di Enzo Bianco, ha rotto il silenzio intervenendo per fare chiarezza e difendendo la sua azione amministrativa.

L'intervento di Stancanelli

Sui dettagli del piano di riequilibrio, adottato e non modificato dall'amministrazione Bianco, è intervenuto anche Roberto Bonaccorsi che ha fatto piena luce sul disavanzo lasciato dall'ex sindaco.

Bonaccorsi attacca Bianco | VIDEO

Le conseguenze

A pagarne le responsabilità comunque saranno, in primo luogo, i cittadini che vedranno un aumento di tutte le aliquote comunali e le imprese creditrici, le quali accedendo alla procedura prevista in questi casi per il recupero delle somme dovute, potrebbero doversi accontentare di cifre decurtate in maniera considerevole. Così come spiegato, tempo fa, in un'intervista dal professore Maurizio Caserta: "La legge prevede che si formi una commissione di liquidatori, che prenderanno quella che chiameremmo la bad company, cioè tutti i debiti, e proveranno a utilizzare l'attivo del Comune per fronteggiarli. E' evidente che non si potrà continuare come prima, l'amministrazione avrà l'esigenza di raccogliere il maggior livello possibile di risorse, anche se è quasi impossibile peggiorare l'aggravio sui cittadini. Ma una serie di servizi potrebbero essere sospesi e molte delle cose che si facevano prima non potranno più essere svolte. Si sentirà quindi sulla città una riduzione considerevole delle attività del Comune. Ecco questo è l'effetto più grosso: dovendo ridimensionare la sua spesa, una serie di attività economica legate al Comune non potranno più essere svolte, alcuni servizi non potranno essere erogati, sicuramente non nella stessa misura. Gli effetti, insomma, si sentiranno certamente".

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