Lunedì, 2 Agosto 2021
Cronaca

Catania, esplode la protesta della sanità: il 30 giugno la manifestazione in piazza

La Fials Catania manifesterà mercoledì mattina dalle 8,30 alle 14 in piazza Università a Catania per denunciare le pessime condizioni di lavoro degli operatori sanitari

Esplode la protesta della sanità catanese. La Fials Catania manifesterà mercoledì mattina, 30 giugno, dalle 8,30 alle 14 in piazza Università a Catania per denunciare le pessime condizioni di lavoro degli operatori sanitari. Il segretario provinciale Agata Consoli in una nota ricorda che “siamo stanchi del precariato, di vedere i lavoratori trattati come usa e getta, protestiamo contro la carenza di personale e per il mancato rinnovo contrattuale”. La Fials spiega che "tutti gli operatori impegnati in questo anno e mezzo tra vaccini e tamponi ad oggi non hanno ricevuto un centesimo. Si gioca a ping pong con continui rimpalli, l’assessorato dice che sono finiti i fondi, le aziende ignorano quanto questi operatori hanno fatto fino a questo momento". 

Sulle difficoltà del personale della sanità è intervenuto anche il segretario della Cisl Fp etnea Danilo Sottile che ha chiesto di garantire il diritto al lavoro utilizzando gli strumenti previsti dalla legge di stabilità per eliminare il più possibile ogni forma di precariato. Sottile ha scritto una lettera inviata ai direttori generali dell’ASP e delle aziende sanitarie della provincia catanese. Nella lettera Sottile chiede di includere nei nuovi bandi di selezione i meccanismi di premio per chi ha lavorato durante l’emergenza causata dalla pandemia, ma chiede anche di superare la contrapposizione tra precari e chi deve ancora entrare nel Sistema sanitario regionale: “Una guerra tra poveri che va superata – dice Sottile – la tutela dei precari non esclude la cura degli interessi degli altri lavoratori della sanità”.

“La carenza di personale nelle aziende ospedaliere siciliane ha già messo in crisi – dice Sottile – il funzionamento dei servizi e presidi sanitari a tutti i livelli della rete del Sistema sanitario regionale, da quello territoriale a quello ospedaliero. I vuoti delle dotazioni organiche delle aziende sanitarie e la pandemia da Coronavirus hanno solo evidenziato qualcosa che già esisteva, ovvero la mancanza di personale sanitario, sociosanitario, tecnico, professionale e amministrativo del comparto e della dirigenza”.

“A questa mancanza cronica – prosegue Sottile – si aggiunge ogni giorno l’aumento delle lavoratrici e dei lavoratori destinati a un precariato sempre più pervasivo. Auspichiamo dunque che i direttori generali recepiscano le esigenze dei lavoratori, ad esempio garantendo la continuità dell’occupazione di chi ha prestato servizio nell’ambito dell’emergenza pandemia, includendo nei futuri bandi di concorso per la selezione di personale i punteggi aggiuntivi previsti dalla legge di stabilità. Ma è necessario anche un processo per stabilizzare ogni rapporto di lavoro, garantendo il rinnovo dei contratti in scadenza e, sul lungo periodo, lavorando a una modifica delle normative vigenti. Non può più esserci una guerra tra poveri – conclude Sottile – tra precari e personale stabilizzato, o tra precari e persone che ancora devono entrare nel Sistema sanitario regionale. Questa contrapposizione fittizia può e deve essere superata”.

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