Ex attivista M5S: "Ecco perchè ho lasciato: meritocrazia assente"

Dopo essere stato tanti anni nel movimento, con un ottimo risultato alle regionali, ha fatto la sua scelta. Claudio Mauceri spiega i motivi dell'abbandono e cita il famoso romanzo "Il Gattopardo": "Cambia tutto per non cambiare niente"

La “voce” fuori dal coro diventa quasi sempre stridula. Forte. Tutti riescono a sentirla. Pochi, magari, a comprenderla. Un esempio è stato il “caso Favia”. Un singolo individuo, sfruttando la propria libertà di espressione, ha scatenato la polemica sulla mancanza di democrazia interna al Movimento fondato da Beppe Grillo.

Da Catania, oggi, arriva una “seconda voce”. Quella di Claudio Mauceri, attivista per tanti anni del M5S catanese, specializzato nelle tematiche quali sanità e turismo ambientale. Dopo aver partecipato alle elezioni regionali con ottimi risultati, arriva settimo nella lista. Ma decide di ritirarsi e abbandonare il M5S: “Ho rifiutato persino di candidarmi alle nazionali” spiega Claudio.

Ma quali i motivi della scelta? Prova a spiegarli, rilevando alcune anomalie strutturali notate da lui stesso subito dopo i risultati delle elezioni regionali: “Molte decisioni, anche importanti, sono state prese da pochi – afferma Claudio Mauceri – e un esempio di questo è stata la scelta di dividere in due il meet up cittadino. Persino il programma può essere cambiato dal semplice consenso di pochi”.

“Altro esempio - continua Mauceri – l’espulsione ingiustificata di alcuni membri. Una volta due attivisti sono stati cacciati perché avevano messo in discussione l’uso dei soldi comuni per un incontro deciso da una sola persona”.

Continua nel proprio sfogo l’ex attivista, che punta il dito contro la presunta mancanza di meritocrazia ed etica all’interno del movimento cittadino: “C'era un candidato – specifica - che era incapace anche a pronunciare il nome del suo argomento e ha fatto parlare un'altra persona al posto suo”.

Un' altra accusa lanciata si riferisce alle graduatorie legate ai risultati elettorali ottenuti: “Ho riscontrato parecchie anomalie anche nella gestione della campagna elettorale”.

“Seri dubbi - puntualizza Claudio Mauceri – anche sulla provenienza o meno di alcuni candidati dalla società civile. Molti si sono aggiunti nei mesi finali pre-elettorali, giusto per raccogliere voti, andando contro le regole perché movimentisti da troppo poco tempo”.

Ma le incertezze sollevate non finiscono qui.  Persino la tanto decantata trasparenza nel web viene presa di mira: “C’era un gruppo su facebook con la password, soltanto per coloro che avevano voce in capitolo”.

E dopo queste parole la frase finale. Frutto forse delle aspettative non appagate. Secondo Claudio, infatti, “le differenze dalle logiche di partito non esistono nel movimento: cambia tutto per non cambiare niente”. Con questa affermazione, la stessa del libro “Il Gattopardo”, ha voluto troncare la propria personale esperienza da attivista. Per sempre.

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