Turismo e cultura, questi sconosciuti: Bianco alle prese con il rilancio del territorio

Il sindaco è stato ospite di un convegno dedicato al potenziale inespresso delle città a forte vocazione turistico-culturale. I nodi: burocrazia, frammentazione dei brand, riduzione degli investimenti. Presenti anche i sindaci Tosi e Perrone

Turismo e cultura, due asset del territorio dal potenziale inespresso. O espresso faticosamente a causa della costante contrazione delle risorse e dei finanziamenti statali. Ne sanno qualcosa i tre sindaci di altrettante città assolutamente distanti tra loro (e non solo in termini geografici) ma fiore all'occhiello del patrimonio artistico italiano: Catania, Verona e Lecce. I tre primi cittadini, Enzo Bianco, Flavio Tosi e Paolo Perrone, hanno delineato gli scenari del turismo culturale, nell'ambito della competizione globale, nel corso di un convegno moderato dalla giornalista Monica Maggioni presso il teatro Paisiello di Lecce.

Il dato di partenza fa ben sperare: nell'ultimo anno i flussi turistici hanno registrato un incremento del 5 percento pari a più di un miliardo di visitatori in giro per il mondo. E, a dispetto di tutto, l'Italia conquista una buona posizione: il 26 esimo posto sui cinque continenti, 6° in Europa. Certo, ha ammonito Bianco, c'è poco di cui essere orgogliosi se solo trent'anni addietro il Bel Paese manteneva un indiscusso primato mondiale. "Siamo stati velocemente scavalcati da Francia, Usa, Cina e persino dalla Spagna – commenta il sindaco etneo -. E questo nonostante l'Italia possieda il maggior numero di siti dichiarati patrimonio dell'Unesco".

Evidentemente, più di qualcosa nelle politiche destinate alla promozione del territorio non ha funzionato. Sul banco degli imputati sale, innanzitutto, la frammentazione delle risorse e delle competenze tra i vari enti governativi e locali. Seguita da una strategia di marketing suddivisa per Regioni: ciascuna con il proprio brand da promuovere, con il proprio stand in bella mostra nelle ferie internazionali, mentre il 'prodotto Italia' proprio non riesce a decollare. Senza trascurare "i drammatici tagli all'arte ed alla cultura, considerati alla stregua di rami secchi": l'unico punto che riesce a mettere veramente d'accordo il leghista Tosi, il pidiellino Perrone e Bianco a capo di una giunta di sinistra.

Nel corso dell'incontro il sindaco Bianco ha ribadito come "Nessuno ancora ci ha veramente creduto perché le città a forte vocazione artistica non generano importanti flussi. E rappresentano solo il 39 percento del totale. Lo stesso ministero dei Beni culturali è, da sempre, il più martoriato e dal 2008 ha perduto oltre un miliardo di finanziamenti pubblici".  

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