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Al via i saldi invernali, ma già a Natale i regali erano "scontati"

L'Ascom Confcommercio prevede che delle circa 135 mila famiglie catanesi ben 80 mila saranno colte da "passione" da shopping e ogni nucleo familiare lascerà nelle casse dei commercianti della città intorno a 305 euro, mentre l'acquisto medio per persona si aggirerà intorno ai 120 euro

Da sabato 3 gennaio hanno avuto inizio i saldi di fine stagione. In realtà si tratta solo di una data ufficiale perchè, quest'anno, in molti sono riusciti ad acquistare i regali di Natale con "sconti" anticipati. Tanti, infatti, sono stati i negozi che dai primi di dicembre hanno mandato sms e mail ai clienti più affezionati con ribassi fino al 40 per cento. Nonostante l'anticipo deciso quest'anno dalle amministrazioni in tutta Italia, aspettare l'avvio ufficiale significa per i commercianti perdere l'occasione dell'acquisto "quasi obbligato" per Natale e anche le compere dei turisti che sono in vacanza in quei giorni.

Ma veniamo alle previsioni dell’Ascom Confcommercio: circa 135 mila famiglie catanesi ben 80 mila saranno colte da “passione” da shopping e ogni nucleo familiare lascerà nelle casse dei commercianti della città intorno a 305 euro, mentre l’acquisto medio per persona si aggirerà intorno ai 120 euro. I conti sono presto fatti, la spesa complessiva dei catanesi per i saldi si attesterà, più o meno come lo scorso anno, intorno a 24 milioni di euro.

“Nonostante l’aria di crisi sono certamente numeri importanti – afferma il presidente provinciale di Confcommercio Catania Riccardo Galimberti – che saranno determinanti per mettere ordine nei bilanci delle nostre aziende. Contiamo di incrementare la previsione di spesa relativa alle famiglie catanesi anche con gli acquirenti dell’hinterland per i quali la nostra Città rappresenta un punto di riferimento specie durante i saldi invernali. I saldi saranno un’opportunità, quest’anno più che mai, per i consumatori - conclude Galimberti – grazie al fatto che l’offerta proposta dai commercianti partirà con una base di sconto più ampia, spesso già col  40%”.

Gli acquirenti sono ben garantiti da regole comportamentali tenute dai commercianti su indicazione dell’Ascom Confcommercio. Per i saldi deve essere indicato il prezzo iniziale, la percentuale di sconto ed il prezzo finale scontato e al cliente è consentito l’utilizzo di carta di credito.
I commercianti si preparano ed assicurano un vasto assortimento ed assistenza a tutto campo. 

 “I nostri clienti saranno come sempre assistiti e guidati nelle scelte con la professionalità di sempre – assicura Francesco Sorbello vice direttore provinciale di Confcommercio Catania -. I commercianti permetteranno la prova dei capi, la possibilità di effettuare i cambi e di pagare la merce acquistata in saldo anche attraverso l’utilizzo di strumenti elettronici. Per i commercianti quest’anno i saldi rappresenteranno il 30/35% delle vendite complessive invernali, una percentuale indicativa anche del fatto che gli acquirenti troveranno nei negozi le collezioni all’ultima moda e non i resti di magazzino”.

Sulla questione Saldi è intervenuta anche Confesercenti Catania. "Da una nostra recente indagine - spiega il direttore Salvo Politino - emergono dati preoccupanti per il commercio e che da tempo denunciamo: stiamo parlando di un calo del 32% dei redditi d’impresa montato nell’arco di 5 anni ed a rischio di sprofondare sempre più. Il settore non vuole arrendersi nonostante che il 2014 non abbia registrato la tanto attesa ripresa. Ecco quindi che i saldi sono ancora una volta l’occasione per rilanciare i consumi".

"Le vendite di fine stagione o saldi - precisa ancora il direttore di Confesercenti - rappresentano per il nostro settore circa il 35% del fatturato e per questo riteniamo che ad esse debba essere ridato il loro originario significato". Inoltre, secondo la Confesercenti, è necessario che la pubblica amministrazione si impegni a far rispettare le regole, perché non è possibile continuare come oggi dove si assiste alla completa inosservanza delle stesse a cominciare da quelle previste per le vendite di fine stagione. "Anche per questo abbiamo ribadito in tutte le sedi, la nostra contrarietà a ulteriori liberalizzazioni selvagge e demagogiche nel settore. Così come con la stessa logica si sono deregolamentati gli orari e le aperture domenicali e festive del commercio".

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