"Catania Sicura", primo bilancio del presidio interforze: i numeri

Effettuati 23 sequestri penali; controllati, sanzionati e diffidati 74 posteggiatori abusivi, 3.198 veicoli controllati, 2.486 persone identificate, 1.855 contravvenzioni

A luglio, nell’ambito del progetto operativo denominato Catania Sicura, strategicamente analizzato e disposto in sede di Comitato di Ordine e Sicurezza Pubblica presieduto dal Prefetto Claudio Sammartino, è stato varato il piano straordinario di controllo del territorio interforze per l’area metropolitana di Catania. Tale piano è stato reso esecutivo con emanazione settimanale di specifica ordinanza del questore Mario Della Cioppa, dopo che con un tavolo tecnico, sono state individuate le aree sensibili del territorio urbano sulle quali è necessario dispiegare servizi di polizia, rimodulati, appunto settimanalmente, in base all’evoluzione delle necessità operative del territorio.

Con questa attività straordinaria di tipo presidiario, che va ad integrare e valorizzare le ordinarie attività di controllo garantite dalle pattuglie della polizia e dell’arma dei carabinieri, è stato significativamente rilanciato il controllo del territorio nell’area metropolitana della città di Catania e in quelle zone dell’hinterland maggiormente interessate dalla presenza di frequentatori, anche in ragione della valenza ludico-turistica dei siti. Polizia, carabinieri e guardia di finanza hanno lavorato in sinergia raggiungendo significativi livelli di efficienza e di efficacia nell’azione espletata sul territorio, grazie anche al coinvolgimento di personale dell’esercito italiano e di enti terzi, la cui peculiare professionalità è elemento di valore per meglio assicurare adeguata percezione di sicurezza. Nel dispositivo interforze è presente anche significativa aliquota della polizia locale che è deputata alla gestione diretta degli aspetti di sicurezza urbana ma che può avvalersi del supporto delle forze di polizia, quando necessario, per elevare il grado di incisività della propria azione.  I responsabili delle diverse forze di polizia hanno messo in campo le proprie esperienze, le rispettive risultanze statistiche e le conoscenze acquisite nel controllo del territorio, allo scopo di definire le zone maggiormente interessate da fattispecie criminali, suddivise per tipologie, per incidenza di reati e per possibili modalità di intervento, con speciale riferimento alle caratteristiche urbanistiche, sociali e abitative dei territori.

Le zone

È stato, in questa prima fase, così, centrato il focus nelle aree sottese dalle piazze della Repubblica, Tricolore, Carlo Alberto, Castello Ursino, Pietro Lupo, Caduti del Mare, Palestro, piazza Risorgimento, Scammacca, Bellini (Teatro Massimo) e Stesicoro, oltre alle zone del “Campo Scuola” di Picanello, del Corso Sicilia, di San Leone, di via Vincenzo Giuffrida, delle vie Landolina e Birreria, della Villa Bellini, del porticciolo di San Giovanni Li Cuti, dell’area su cui insiste il centro commerciale “Porte di Catania” e del litorale Viale Kennedy. Gli obiettivi ai quali tende un siffatto sistema d’intervento programmato attengono al rispetto delle regole basilari, al contrasto e alla repressione di violazioni che impattano fortemente sull’ordinato vivere civile, al contrasto del fenomeno del mancato uso del casco, al contrasto dei fenomeni di abusivismo a supporto della polizia locale che ne ha specifica competenza e all’innalzamento della c.d. “sicurezza percepita”, grazie anche alla visibilità dei servizi presidiari sul territorio. Proprio sul rispetto dell’uso del casco è incentrata una specifica azione, soprattutto dalla polizia, voluta dal questore di Catania, che ritiene le infrazioni poste in essere anche da normali cittadini, non solo una violazione a una regola basilare del vivere civile, che misura anche uno scarso livello di rispetto delle norme da parte dei motociclisti, ma anche una insofferente manifestazione di presunta impunità di fronte alle stesse regole, peraltro imposte anche a salvaguardia della propria incolumità fisica e personale. La profonda motivazione che sottace lo specifico obiettivo di pretendere il rispetto di tali regole basilari è quella di ottenere una visibile percezione di conformità alle norme elementari di base da parte della collettività, tali anche da consegnare una visione della città che sia di ordine e sicurezza, perfino a tutela di quegli stessi che, invece, sono i responsabili di tali infrazioni.

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I numeri di luglio e agosto

I risultati ottenuti esclusivamente dai suddetti servizi straordinari Presidiari, nel breve periodo dal 2 luglio al 20 agosto 2019, nel quadro delle attività di intensificazione dei servizi per il periodo estivo, sono stati i seguenti: 3.198 veicoli controllati; 2.486 persone identificate; 1.855 contravvenzioni alle norme del Codice della Strada elevate (superando la media del 58% rispetto alla totalità dei mezzi posti a controllo). Tra esse, 642 hanno riguardato il mancato uso del casco alla guida di motoveicoli; indagate in stato di libertà 28 persone; sequestrati/fermati amministrativamente ben 935 veicoli (il 30% circa del totale dei veicoli controllati); effettuati 23 sequestri penali; controllati, sanzionati e diffidati 74 posteggiatori abusivi. Questi ultimi, in caso di recidiva, saranno denunciati all’Autorità Giudiziaria, in applicazione dell’articolo 7, comma 15-bis del Codice della Strada. Inoltre, sono stati disposti servizi di prevenzione e di controllo del territorio nell’ambito dell’azione per il contrasto del fenomeno della prostituzione, storicamente presente nelle strade del centro catanese comprese tra corso Martiri della Libertà, via L. Sturzo e via Ventimiglia, con grave pregiudizio per il decoro urbano e per la fruibilità dei luoghi, tanto per i residenti, quanto per i turisti, attesa la contiguità di quell’area con le zone d’interesse storico in cui, in realtà, è essa stessa in parte ricompresa. A scendere in campo, con servizi dispiegati in orari serali e notturni, i poliziotti della Questura, i militari dei Carabinieri e gli agenti del Reparto Prevenzione Crimine Sicilia Orientale, insieme a equipaggi della Polizia Locale per l’aspetto attinente al rispetto delle norme del Codice della Strada e per il presidio del Territorio, teso a scoraggiare la presenza di Prostitute, attesa la loro non punibilità per l’attività di meretricio, e dei clienti, sanzionati in caso di infrazioni al cds. Anche l’ultima settimana appena terminata ha confermato il trend dei risultati ottenuti finora, in un periodo che va dal 12 al 22 agosto, 158 persone e 94 veicoli controllati; 60 sono le infrazioni al Codice della Strada rilevate (una media che supera il 63% dei veicoli controllati): 14 di esse hanno riguardato il mancato uso del casco alla guida di motoveicoli, 8 hanno sanzionato la mancata assicurazione obbligatoria del veicolo e 3 la guida senza patente. In totale, sono stati sequestrati/fermati amministrativamente 14 veicoli. I controlli automatizzati dei veicoli effettuati col “Sistema Mercurio” si contano in numero di 326. Detti controlli continueranno senza sosta nelle prossime settimane. Specifici controlli per l’uso del casco protettivo saranno effettuati anche in previsione della riapertura delle scuole per imporre ai giovani e ragazzi il rispetto di questa regola.

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