La Cattedrale accusata di monopolio delle foto, si difende Mons. Scionti

Durante un battesimo il fotografo ingaggiato della famiglia sarebbe stato allontanato dalla sicurezza, al suo posto è subentrato il fotografo ufficiale della Cattedrale di Sant'Agata

Grave l’accusa rivolta alla Cattedrale Sant’Agata di Catania. Secondo un noto quotidiano locale, ci sarebbe un monopolio delle foto, una sorta di “pizzo” del fotografo.

Mi è stato vietato di fotografare il figlio dei miei clienti ai quali è stato imposto il fotografo della Cattedrale”. La denuncia, riportata nelle pagine del giornale catanese, è di un fotografo professionista con esperienza ventennale che era stato ingaggiato da una famiglia per effettuare un servizio relativo al battesimo.

Il collega ha imposto la sua presenza obbligatoria – si legge nel racconto del fotografo -  altrimenti niente foto del battesimo, per la modica cifra di 140 euro  per venti fotografie, non una di più non una in meno. Causa di forza maggiore,  i miei clienti hanno dovuto accettare per avere un ricordo del battesimo del figlio, pagando, quindi, il mio compenso e quello dell’altro fotografo. Il quale, al limite, avrebbe consegnato solo i file fotografici, per la cifra di 100 euro. Inoltre, ai miei clienti è stata chiesta un’offerta libera la quale, però, non doveva essere inferiore a 100 euro”.  

Inoltre il fotografo racconta che i genitori e i padrini sono stati relegati nelle prime file della chiesa, separati da parenti e amici da un cordone, che veniva presidiato dai responsabili della sicurezza, i quali, non appena un parente si avvicinava con una macchinetta fotografica, provvedevano con modi sgarbati a mandarli indietro.

Nella Sicilia di Addiopizzo – si legge nell’articolo – siamo arrivati alle tangenti della Chiesa, alle quali si deve sottostare se si vuole avere un ricordo del sacramento del proprio figlio? “.

Abbiamo sentito Monsignor Barbaro Scionti, il quale mortificato per quanto letto oggi ha voluto rispondere ad ogni singola accusa che viene riportata nell’articolo.  

Nessuno si permette in questa Cattedrale di chiedere soldi per la celebrazione dei Sacramenti e Sacramentali, e ciò è sotto gli occhi di tutti: quanti hanno chiesto e celebrato il Battesimo nel tempo possono testimoniare ciò. Smentisco categoricamente quanto affermato: si tratta di una calunnia senza alcun fondamento. Viene chiesta in busta anonima e chiusa una libera offerta “segno della gratitudine dell’uomo per i benefici ricevuti da Dio e per sostenere le opere di culto della Chiesa” (cfr.  Direttorio Liturgico Diocesano, 8 e Indicazioni per la celebrazione del Sacramento del Battesimo dei bambini in Cattedrale)” – dichiara Mons Scionti - riguardo il servizio di un solo fotografo autorizzato esiste una regola che coinvolge la Diocesi intera: il Direttorio Liturgico Diocesano, in vigore già dal 28.III. 1991,  al n. 50 (pubblicato sul sito dell’Arcidiocesi). Mi chiedo come mai una di queste famiglie abbia potuto chiedere un servizio ad altro “professionista”, forse pensava di potere andare oltre le regole".

"Il rapporto col fotografo incaricato – continua Mons. Barbaro Scionti  -  è siglato da un’unica clausola: scattare le foto o provvedere alla video ripresa senza arrecare disturbo alla celebrazione liturgica,  è stato perciò previamente istruito affinché il suo servizio non snaturi l’essenza della celebrazione. La Cattedrale non ha altro guadagno e non è interessata ad averne. Il rapporto economico è diretto tra la famiglia del battezzando ed il fotografo incaricato senza che, lo ribadiamo, la Cattedrale ne abbia alcun guadagno".

"Nessuno, ne in questa circostanza, ne in passato, ha espresso malcontento riguardo alle regole preannunciate; d’altra parte il Battesimo di norma (vedi il Direttorio di cui sopra) va amministrato nella parrocchia di appartenenza territoriale o ecclesiale; abbiamo voluto fare eccezione in Cattedrale a motivo della continua richiesta dei fedeli che per devozione a S. Agata sono molto numerosi e insistenti e negli anni precedenti presentavano frequenti rimostranze a motivo del diniego. Proprio al termine della celebrazione di domenica 4 dicembre, le famiglie, accolte in sacrestia per la compilazione dell’atto di Battesimo, mostravano unanimi la loro contentezza per la liturgia appena vissuta".

In merito alla questione dei posti a sedere il parroco affermaAi genitori ed ai padrini dei battezzandi viene assicurato un posto nelle prime file in ordine di arrivo secondo l’orario previsto; certamente il resto dei familiari siede nei posti disponibili di seguito, spesso si tratta di 8 o più famiglie; cosa ne sarebbe della celebrazione liturgica se a ognuno venisse permesso di andare avanti ed indietro per la Cattedrale, a vedere, salutare, fotografare i propri familiari”.

Si difende anche dalle presunte bodyguard che impedivano ai parenti di fotografare il bambino: “Ebbene chiarire che in Cattedrale non esiste un servizio di sicurezza. In linea con le più importanti Cattedrali, Basiliche e Santuari in Italia si è provveduto alla costituzione di un servizio d’ordine, costituito da volontari che operano gratuitamente, con lo scopo di garantire lo svolgimento delle celebrazioni liturgiche, l’accoglienza dei fedeli e l’attenzione alle elementari regole della sicurezza civile. Nell’intento di dare alla Cattedrale un assetto logistico di legalità nelle grandi occasioni si è lavorato in sintonia ed a disposizione delle Forze dell’Ordine e della Protezione Civile. Riguardo ai modi sgarbati, nessuno del personale in servizio nella circostanza ha avuto motivo di dissidio con alcuno”.

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Infine, Mons Barbaro Scionti chiarisce la frase scritta a fine articolo, in merito all'assenza di una sua dichiarazione. Secondo il giornalista, infatti, il prete ieri è stato tutto il pomeriggio irrintracciabile.

Ieri sono stato cercato con due telefonate intorno alle ore 18.00, ed ero assente e col cellulare spento per motivi personali. Mi chiedo quale urgenza o diritto di cronaca non permettevano di attendere la mattina seguente per rintracciarmi”.
 

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