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Centro storico svuotato, la denuncia: "Piccoli negozi in crisi, scarsa mobilità alternativa"

Ampliare la zona a traffico limitato, rendere fruibili alcuni dei parcheggi scambiatori e organizzare eventi di attrazione. Queste alcune cure individuate dal consigliere della prima circoscrizione, Davide Ruffino, per porre rimedio a quello che definisce un centro storico della città sempre più "svuotato"

Ampliare la zona a traffico limitato, rendere fruibili alcuni dei parcheggi scambiatori della città e organizzare eventi di attrazione di vario genere, dai mercatini alle fiere enogastronomiche. Sono queste alcune cure individuate dal consigliere della prima circoscrizione, Davide Ruffino, per porre rimedio a quello che definisce un centro storico della città sempre più “svuotato”.

"Il primi passi da compiere - spiega Ruffino nella propria denuncia - sono quelli di ampliare la Ztl, attualmente estesa fino a piazza Stesicoro, per non creare un ingorgo totale nel centro della città e utilizzare i parcheggi scambiatori che già esistono, agevolando le persone a raggiungere il centro storico senza usufruire delle auto". La proposta in concreto, spiega ancor Ruffino, potrebbe riguardare l'ampliamento della zona a traffico limitato "Fino a metà della via Garibaldi, via Vittorio Emanuele, includendo la zona adiacente a via Crociferi e dietro l’anfiteatro greco e romano". "Tra i parcheggi scambiatori utilizzabili - aggiunge - ci sono quello di Fontanarossa, l'altro in prossimità del cimitero, poi piazzale Asia, piazza Spedini. Tutti spazi insomma che esistono e che vanno sfruttati per parcheggiare le vetture, dando la possibilità alle persone di godere del centro storico in maniera sostenibile”

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Ruffino parla poi di una situazione drammatica quella vissuta oggi dal centro storico di Catania, frutto di "Politica di mobilità sbagliata e inefficace". Un situazione difficile dovuta alla mancanza di programmazione che ha inciso e non poco nella crisi dei piccoli negozi di artigianato locale. "Organizzare eventi culinari e sagre ed eventi culturali è utile per avvicinare persone dell’hinterland o chi vive fuori dalla nostra città e rivitalizzare così il tessuto economico del nostro centro". "Spesso anche la sola comunicazione - svela Ruffino - degli eventi, spesso sconosciuti, può dare un incentivo in più"

Tra le associazioni più attive nell'avviare un cambiamento sostenibile, Ruffino ricorda: "Associazione Antico corso, San berillo, Centro contemporaneo".

Valerio D’Urso, che vive la realtà dell'associazione Centro Contemporaneo, racconta l'esperienza positiva portata avanti tra Via Montesano e piazza Manganelli. Qui nel 2014, in pochi metri, sono nate di 7 attività culturali dopo aver ottenuto la chiusura al traffico della zona. Valerio, fotografo, parla della fascia di età cittadina che secondo lui il centro storico dovrebbe tutelare e coinvolgere: "Occorre rivolgersi ad un range di età più ampio di quello che frequenta i pub, una fascia dai 30 ai 60 anni, che deve usufruire di una nuova offerta culturale. Famiglie e bambini vivono poco l’area del centro storico cittadino nelle ore serali. L'esperimento di Centro Contemporaneo, cui ho preso parte nei primi anni del 2014, dove ho trovato uno spazio fotografico nella zona di pertinenza nei pressi di piazza Manganelli, ha dimostrato che questo è possibile"

"Serve però una programmazione ben precisa - spiega - serve incentivare i mezzi pubblici e non privati e le persone vanno educate. Il resto della popolazione, oltre quella universitaria che gode della cosiddetta movida, deve essere tutelata e incentivata a vivere il centro storico. Da non sottovalutare il fattore sicurezza: occorre una figura istituzionale e più controlli per permettere a tutti di vivere il centro storico anche nelle ore serale senza assistere in risse ed episodi di violenza”

L'amministrazione attualmente, oltre a portare avanti il Brt, ha in progetto una nuova linea veloce che dovrebbe collegare i quartieri sud e periferici della città con il centro storico. Entro un anno inoltre la metropolitana dovrebbe arrivare fino a Piazza Stesicoro. Ruffino ricorda come "questi siano passi importanti, ma non sufficienti, e più il tempo passa più Catania resta indietro rispetto ad altre realtà cittadine più evolute"

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