Ambiente e legalità, istituzioni assenti alla tavola rotonda della Cgil

Nessun rappresentante del Comune nè della Regione si è presentato stamattina alla camera del lavoro per avviare un confronto sulla gestione dei rifiuti

"Il piano integrato sul ciclo rifiuti nei prossimi anni, non si dovrà basare esclusivamente su raccolta e smaltimento, ma spingersi a proporre le offerte che possono crearsi dalla raccolta stessa, puntando al recupero dei materiali. Ma se le istituzioni non faranno la propria parte il rischio del fallimento è dietro l'angolo". Ad affermarlo è la Cgil Catania dopo quello che doveva essere il primo incontro per avviare un confronto tra istituzioni locali, associazioni e  sindacato sul tema spinoso dell'ambiente collegato alla legalità.

Eppure stamattina nessun rappresentante della Regione Sicilia e del Comune si è presentato alla tavola rotonda promossa dalla Camera del lavoro in Sala Russo sul tema "Come trasformare i rifiuti in risorse: occupazione,legalità e tutela dell'ambiente". Due silenzi che non sono stati di certo apprezzati dalle associazioni, e che hanno convinto il sindacato a fissare un secondo appuntamento analogo dopo l'estate. "La Regione è di certo in grave difetto su questo e altri temi", ha commentato Rota, "ma il nostro obiettivo è quello di continuare a fare la nostra parte con serietà, certi che la strada del confronto sia l'unica possibile per arrivare a risultati davvero utili per la collettività".

Parzialmente giustificata l' assenza dell'amministrazione comunale (presente con i suoi rappresentanti all'incontro con il ministro Orlando, stamattina in visita a Catania), assente senza preavviso l'assessore regionale Vania Contraffatto

Ma qual è la proposta del sindacato catanese? L'ha illustrata il segretario confederale della Cgil  Longo: "Pensiamo che la direzione giusta sia quella dell'economia circolare, cioè nel passaggio dall'economia lineare 'prendi, usa e getta' a quello 'prendi, usa e trasforma', trasformando i rifiuti raccolti in una preziosa fonte di materie prime, sempre più scarse e costose, da reinserire nei cicli produttivi. Un dato su tutti: la Sicilia è ferma al 12% di raccolta differenziata contro il 40% del dato nazionale. Eppure, su 100 mila tonnellate di rifiuti, si possono creare 200 nuovi posti di lavoro, questo non solo smentisce il luogo comune che vede la raccolta differenziata quale distruttrice di posti di lavoro, ma anche per sottrarre spazio agli appetiti della criminalità organizzata. In questo senso non possiamo che dirci contrari al termovalorizzatori, che di fatto inficiano questo percorso virtuoso".

 Presente all'incontro anche Elio D'Amico, presidente RifiutiZero Sicilia che nonostante le assenze istituzionali ha affermato: "Alla Regione chiediamo di sapere a che punto siamo con i 97 milioni di euro stanziati per creare nuove piattaforme, mentre invitiamo il comune di Catania di essere incisivi lanciando la differenziata in tutta la città".

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