Aziende confiscate in crisi: anche la Lara Srl rischia la chiusura, l'appello della Cgil

La nuova campagna sulla legalità della Cgil ha fatto tappa oggi anche a Catania presso il cortile Platamone, in cui erano presenti i lavoratori del Bingo Family di Misterbianco, mandati a casa dopo un passaggio di proprietà, ed i dipendenti della Lara Srl, azienda di impianti tecnologi mottese confiscata alla mafia e ad un passo dal fallimento

Legalità e lavoro. Binomio che dovrebbe essere considerato indissolubile, ma che spesso si rivela uno slogan drammatico. Onnipresente sui manifesti delle manifestazioni di piazza e spesso assente nella realtà di molte aziende locali. Soprattutto in quelle confiscate alla criminalità organizzata che, per un motivo o per un altro, sono costrette ad affrontare in solitudine un percorso di agonia che conduce al fallimento ed al licenziamento dei lavoratori.

La nuova campagna sulla legalità della Cgil, presentata a settembre dal segretario generale Susanna Camusso e dal segretario confederale Gianna Fracassi, ha fatto tappa oggi anche a Catania presso il cortile Platamone in cui erano presenti anche i lavoratori del Bingo Family di Misterbianco, mandati a casa dopo un passaggio di proprietà, ed i dipendenti della Lara Srl, azienda di impianti tecnologici di Motta Sant'Anastasia. Emblematico il destino di quest'azienda (video), che nel '97 contava un centinaio di dipendenti, ridottisi a 64 nel 2012 ed a 24 nello scorso mese di dicembre, in cui è arrivata la mobilità per gli ultimi rimasti. In tarda mattinata una delegazione di operai si è recata in Prefettura per chiedere sostegno in questa difficile fase della loro vita professionale.

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A rilanciare la necessità di interventi mirati sul territorio per arginare questa emorragia di posti di lavoro la Segretaria nazionale Gianna Fracassi (video) e la Segretaria confederale per la Legalità Pina Palella (video). Secondo il report del sindacato i fenomeni illegali “costituiscono una zavorra per la nostra economia e il nostro futuro. La corruzione costa 60 miliardi di euro l'anno, l'evasione 135 e il fatturato complessivo delle mafie è vicino ai 200 miliardi”. Una 'torta' di circa 400 miliardi che immessi nel circuito legale“rappresenterebbero il volano di cui il Paese ha bisogno per affrontare e risolvere il binomio crisi e sviluppo”.

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