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Cgil: Regione immobile su lavoro,sviluppo e riforme

"Se si esclude il fronte della lotta alla mafia e alla corruzione, registriamo ad oltre un anno dalle elezioni un immobilismo inaccettabile dall'azione del governo regionale, che ci consegna su lavoro, sviluppo e riforme un bilancio davvero magro". Lo ha detto il segretario generale della Cgil Sicilia Michele Pagliaro

"Se si esclude il fronte della lotta alla mafia e alla corruzione, registriamo ad oltre un anno dalle elezioni un immobilismo inaccettabile dall'azione del governo regionale, che ci consegna su lavoro, sviluppo e riforme un bilancio davvero magro". Lo ha detto il segretario generale della Cgil Sicilia Michele Pagliaro in apertura dei lavori del XV Congresso del sindacato dell'Isola, al via oggi nell'hotel Sheraton di Aci Castello , che con il titolo "Il lavoro decide il futuro" affronta i temi ritenuti fondamentali dal sindacato: lotta alla mafia e alla corruzione, piano per il lavoro e lo sviluppo sostenibile, per la tutela ed il risanamento ambientale, per il miglioramento delle condizioni di vita in Sicilia.

Pagliaro ha descritto un contesto economico-occupazionale "drammatico" fatto, tra l'altro, di 160 mila posti di lavoro andati in fumo tra il 2008 e il 2013, una disoccupazione al 21% e al 51,9% quella giovanile e di dodicimila siciliani tra 15 e 34 anni che ogni anno emigrano. Per Pagliaro "bisogna ripartire dal lavoro, da un progetto di sviluppo e da investimenti ed avere la capacita' sia di mettere in moto una efficienza maggiore per la pubblica amministrazione sia di dare forza ai settori privati di questa regione".

"Abbiamo delle opportunita' - ha aggiunto - i fondi strutturali europei possono rappresentare la differenza ma anche qui dobbiamo evitare di commettere gli errori del passato e soprattutto trovare le risorse necessarie per cofinanziare queste risorse importanti, 6 -7 miliardi, che possono realmente cambiare il volto della Sicilia". "I tempi della burocrazia - ha concluso - non sono compatibili con i tempi dell'Europa e delle imprese e con i bisogni dei cittadini. La Regione deve liberare risorse ed avere un'ambito ed un'azione piu' forte nella lotta all'evasione fiscale, che in Sicilia vale 20 miliardi di euro".

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