Giovedì, 18 Luglio 2024
Cronaca

La storia di Chiara e Ludovica: la sordità trasformata in risorsa e il loro successo su Instagram

Chiara Bucello, 28 anni, nata e cresciuta a Catania, è venuta al mondo "con un mistero addosso". E' sorda dalla nascita. Dall'incontro con Ludovica Billi, 26enne toscana anche lei sorda dalla nascita, l'idea di creare uno spazio dedicato all'accessibilità. Una pagina Instagram "Thedeaf.soul"

Chiara Bucello, 28 anni, nata e cresciuta a Catania, è venuta al mondo "con un mistero addosso". E' sorda dalla nascita. Dopo il liceo artistico, gli studi all’Accademia delle Belle Arti, si è laureata in Graphic Design e specializzata in Grafica Editoriale. Ed è riuscita a trasformare la sua situazione in una forma di ricchezza. "La sordità viene spesso definita come una 'disabilità fantasma', perché c’è ma non si vede. O meglio, viene erroneamente associata al mutismo, nell’ennesimo tentativo di arrogarsi la presunzione di conoscere il mondo della disabilità. Niente di più sbagliato, quando invece bisognerebbe soltanto ascoltare, per provare a comprendere maggiormente. Ascoltare anche, paradossalmente, chi ha una disabilità uditiva, perché, forse, il vero sordo è colui che generalizza e minimizza", spiega.

Ma, niente paura della diversità: la sordità è una risorsa. Ecco che dall'incontro con Ludovica Billi, 26enne toscana anche lei sorda dalla nascita, l'idea di creare uno spazio dedicato all'accessibilità. Una pagina Instagram "Thedeaf.soul" dove con video autoironici, provano a far capire alle persone che la loro disabilità non deve creare ne' disagio ne' compassione. 

"Le difficoltà sono tante, tutti i giorni, ma sono nostre e li affrontiamo quotidianamente, agli altri chiediamo solo un comportamento normale", spiegano Chiara e Ludovica. "Siamo laureate e felici. La sordità è una caratteristica che riesce a dare originalità alle nostre giornate. Il nemico non è la sordità, il nemico è l’ignoranza".

"Ci si confronterà sempre con l’ignoranza, i dubbi e addirittura la paura nei nostri riguardi, ma ripeto: tocca a noi esser forti, inseguire le possibilità e dimostrare che possiamo eseguirlo nel miglior modo possibile qualsiasi compito. Sono soprattutto i giovani ad alzare muri con i coetanei 'diversi', dovrebbero capire che i coetanei sordi sono le persone come loro, nel senso che hanno le stesse passioni, la stessa voglia di vivere, di divertirsi, di conoscere altri coetanei, lo stesso linguaggio, hanno anche la stessa convinzione di sentirsi grandi, sono insomma tutti uguali, indipendentemente se si ha, o no, una disabilità come appunto la sordità".

Su thedeaf.soul danno informazioni sulla sordità e molto altro in modo da garantire un’esperienza d’uso più inclusiva alle persone con disabilità uditive. "Da quando siamo uscite 'allo scoperto', proviamo a sconfiggere l’ignoranza. A parlare, a far capire alla gente la diversità di ognuno di noi, senza classificare la disabilità. La disabilità non è classificabile, la disabilità è abilità. L’ignoranza che vediamo è qualcosa che riusciamo sempre a farci male, non riusciamo a farla rimbalzare. Abbiamo sempre visto la sordità come un 'nemico', un nemico da annientare, da vincere a qualunque costo. Ci siamo ostinate ad essere quello che non siamo, fino ad accettare il fatto che non avremmo mai potuto sconfiggere il nemico, ma avremmo potuto amarlo, scoprirlo, farne un punto di forza. Per tutto questo noi siamo e ci sentiamo diverse, perché è proprio grazie alla nostra sordità che riusciamo a vedere il mondo con occhi diversi che ci permettono di distinguere le persone “tossiche e nocive” da quelle semplici e positive. Per chi la possiede ma anche per chi la rispetta. Sono quelle le persone migliori".

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