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Antico corso, Chiesa della Purità: da reclusorio a polo universitario

Ospiterà l'auditorium e un'aula della facoltà di giurisprudenza. Università:"Lavori in dirittura d'arrivo". Il comitato popolare Antico corso:"Distrutto un grande patrimonio archeologico"

PARTIAMO DAL PRESENTE - Sembra opportuno partire dal presente.  Il “caso della Purità”, oggi, diventa l’esempio di quello che è il quartiere Antico Corso. Tutti lo conosciamo per il classico “arrusti e mangia”,  ma in realtà siamo in presenza di una vera e propria zona archeologica, un patrimonio inestimabile. Dimenticato.  Passando lungo Via Bambino, Via Purità sono evidenti i segni del degrado. Spazi marginalizzati, nascosti e lasciati al triste abbandono.

L’Antico Corso, dopo l’ennesima costruzione in Via Roccaromana, è diventato un grande polo universitario. Conseguente la crescita degli studenti universitari, soprattutto fuori sede, e l’aumento dei canoni d’affitto, destinati principalmente alla fasce sociali più deboli, quali immigrati e giovani universitari. L'enorme concentrazione universitaria - secondo il comitato popolare antico corso - avrebbe generato soltanto una speculazione immobiliare. Mancano invece i servizi e le infrastrutture base per il quartiere.

STORIA E PATRIMONIO "COMPLESSO DELLA PURITA'

"Il reclusorio occupa una parte della collina Montevergine, delimitata dalle vie S.Maddalena, Plebiscito, Bambino, Purità e Marziano. Nacque dalle iniziative filantropiche e di assistenza promosse dal clero, al fine di garantire assistenza sociale e sollievo dalla miseria alla popolazione del quartiere. Il sito nel quale sorge - affermano gli storici - venne scelto dai greci per la fondazione della città. Nel 1752 il senato di Catania concesse l’autorizzazione alla fondazione e nel 1799 venne completata la chiesa della Purità. Lungo l’area di Via Purità – che in parte ospita la scuola Manzoni – rimase di un ampio spazio libero inaccessibile: conteneva ruderi di case terrane bicellulari del primo 700. Qui si pensa siano stati rinvenuti resti delle mura normanne, di una torre aragonese, appartenente alla cinta muraria cittadina, e di una casa romana

FONDI EUROPEI E PROGETTO UNIVERSITA'

Il bando venne istituito dall’Università di Catania nel lontano 1998: “Progetto di recupero e riqualificazione del complesso Purità”, questo il nome del piano redatto dall’architetto De Carlo. Obiettivo, riportato nel bando di gara: ristrutturazione e ripristino volumetrico per l’inserimento del nuovo Polo Didattico della Facoltà di Giurisprudenza nel complesso la “Purità” in Catania. I fondi comunitari utilizzati dall’Università - come riportato dal dossier del comitato popolare antico corso - rientravano all’interno del “programma Urban”, destinato al risanamento economico e sociale dei quartieri più degradati della città. Per tale motivo - posizione del comitato - l'uso di ingenti finanziamenti pubblici europei è stato ritenuto improprio. Avrebbero, infatti, dovuto avere una finalità diversa, destinata al riscatto sociale del quartiere.

INIZIO LAVORI E DENUNCIA PENALE

L’area inizialmente interessata ai lavori, comprendeva non solo l’interno dell’ex reclusorio, ma anche la zona retrostante che delimita Via Purità. Il cantiere partì nell’anno 2000. Lo stesso anno nacque il “comitato popolare antico corso”, che insieme a Legambiente avviò una denuncia penale. Risultato: il comune nel 2001 decise di bloccare i lavori per autotutela.

DA UN LATO l’opposizione ai lavori del comitato. Cause: la possibile presenza di reperti archeologici, lungo l’area di Via Purità, con resti di mura normanne, di una torre aragonese, continuazione della cinta muraria cittadina, e di una casa romana. Non è da escludere anche la presenza di una enorme necropoli sotterranea e soggiacente al sito preso in considerazione. Inoltre, il progetto venne giudicato incompatibile con l'attuale destinazione urbanistica dell'area prevista dallo strumento di P.R.G vigente.

DALL'ALTRO la Sovrintendenza non escluse mai completamente la possibilità di trovare in corso d’opera reperti importanti. L’Università decise di tenere conto di quanto dichiarato, continuando i lavori nella tutela degli interessi storico-archeologici.

OGGI, l’ufficio stampa universitario, conferma che una rimodulazione del progetto iniziale avvenne. Il restauro, infatti, è stato compiuto soltanto all’interno della Chiesa della Purità. Qui nasceranno un auditorium e un’aula della facoltà di Giurisprudenza. Passando lungo Via Bambino, però, è possibile intravedere - attraverso una grossa apertura nel muro - i lavori iniziati e mai completati all'interno dell'area ex Experia e Purità. In quest'area, il comitato, denuncia la distruzione dei reperti.

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