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Cronaca

La Chiesa di Sant'Euplio si apre al quartiere offrendo supporto a famiglie e bambini

“La straordinaria crisi economica – spiega Padre Fausto Grimaldi - innescata dalla pandemia ha determinato anche in questa zona centrale, un tempo prevalentemente abitata da benestanti, un sensibile aumento del numero di persone che quotidianamente e con cadenza regolare chiedono aiuto. Spesso si tratta di individui che, oltre ad attraversare un momento di difficoltà, portano i segni visibili di una tristissima infanzia o di un percorso di vita accidentato e di una inevitabile emarginazione"

Un quartiere centrale della città che si è andato spopolando, una pandemia che ha lasciato ferite nel tessuto sociale ma anche nelle anime e il ruolo di una Chiesa che – nelle difficoltà – cerca di essere punto di riferimento nella vita dei fedeli. La Chiesa di Sant’Euplio, il Santo compatrono di Catania insieme ad Agata e anch’egli martire per la fede, si affaccia su piazza Montessori e dal 1964 si interfaccia con un quartiere vasto e che ha conosciuto diversi cambiamenti. Il parroco, il sacerdote Fausto Grimaldi, ha curato con particolare attenzione sia la dimensione spirituale sia la dimensione sociale di una Chiesa che fa i conti con la complessità di una società in continuo divenire. “Circa venti anni fa – racconta padre Fausto - un censimento registrò circa ottomila abitanti nel quartiere; a distanza di dieci anni la popolazione si è ridotta a quattromila soggetti circa. Nonostante ciò vi sono circa seicento persone che la domenica partecipano alla Santa Messa. Ho avuto modo di notare che negli ultimi due anni il desiderio di un rapporto tra la parrocchia e la comunità è cresciuto. La pandemia ha fatto emergere un rinnovato bisogno di spiritualità”. Nuovi bisogni che hanno portato Sant’Euplio a essere parte attiva potenziando l’ascolto dei bisogni delle persone: sia spirituali sia materiali. “Anche durante il periodo più acuto della emergenza – sottolinea il sacerdote - la parrocchia, pur nell’osservanza delle indicazioni delle Autorità civili preposte, ha continuato e, se possibile, incrementato il proprio rapporto con la comunità, lasciando la chiesa sempre aperta alla preghiera individuale e facendo ricorso, nei momenti di chiusura totale, a tutti i mezzi di comunicazione e di contatto alternativi alla presenza fisica, per consentire a tutti la partecipazione alle Funzioni, sia pure in maniera virtuale”.

Aumenta la richiesta di aiuti da parte delle famiglie

Diversi sono stati gli incontri e gli appuntamenti che hanno caratterizzato la vita della Chiesa di Sant’Euplio, sia di natura prettamente religiosa sia di confronto su tematiche di carattere etico-sociale. Una Chiesa che si è aperta soprattutto alle giovani coppie e alle coppie in crisi, offrendo momenti di ascolto, colloqui individuali e percorsi personalizzati a chi è in procinto di formare una nuova famiglia, con una particolare cura verso coloro i quali stanno per avere un bimbo . “La straordinaria crisi economica – dice ancora Padre Fausto - innescata dalla pandemia ha determinato anche in questa zona centrale, un tempo prevalentemente abitata da benestanti, un sensibile aumento del numero di persone che quotidianamente e con cadenza regolare chiedono aiuto. Spesso si tratta di individui che, oltre ad attraversare un momento di difficoltà, portano i segni visibili di una tristissima infanzia o di un percorso di vita accidentato e di una inevitabile emarginazione. Riguardo a questi ultimi, lo sforzo costante è quello di non limitarsi a donare un pacco di alimenti, che viene comunque consegnato, ma di cercare di restituire loro l’identità e di stimolarli, se possibile, a trovare la forza di reagire”.

Le attività per i più piccoli

Quindi una Chiesa che sa ascoltare e che sa interpretare le esigenze della comunità. Per altro la Parrocchia di S. Euplio, nel giugno di quest’anno, ha avviato, a titolo sperimentale, una riuscitissima attività di “mini grest", nel corso del quale i sacerdoti, coadiuvati da alcuni volontari, hanno coinvolto i ragazzi con giochi e attività culturali. “Il successo enorme della iniziativa per i più piccoli – conclude il sacerdote - renderà impossibile non replicarla e possibilmente incrementarla negli anni a venire. La Chiesa certo sa che deve venire incontro ai bisogni materiali degli indigenti. Ma prima di tutto deve prendersi cura delle anime che, ora più che mai, sono malate e bisognose di conforto e di ascolto”.

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