Chiusura Micron, i sindacati: "Brutto campanello d'allarme per la Zona industriale"

Anche se i 250 dipendenti saranno riassorbiti dalla StMicroelectronics Cgil, Cisl, Uil e Ugl Catania temono "l'effetto emulazione" di altre aziende dell'EtnaValley

"La chiusura dello stabilimento Micron di Catania è un brutto campanello d'allarme per la zona industriale che nessuno, a partire dalla politica, può sottovalutare." Lo dicono a chiare lettere i segretari generali di Cgil, Cisl, Uil e Ugl Catania, insieme ai segretari provinciali di Fiom Cgil, Fim Cisl, Uilm e Ugl metalmeccanici, mostrando seria preoccupazione per la notizia trapelata nelle scorse ore sulla stampa.

"Se dal punto di vista occupazionale, a quanto pare, il risvolto non sarà negativo perchè i circa 250 dipendenti dell'azienda statunitense, oggi in organico, verranno riassorbiti da STMicroelectronics, dall'aspetto prettamente economico legato agli investimenti e da quello relativo al prestigio di avere nel sito produttivo della nostra città un'importante azienda, con questa smobilitazione emergono segnali certamente non incoraggianti. Inutile nascondere il timore che, mese dopo mese, si sta facendo sempre più elevato sul futuro della zona industriale, dove i nuovi insediamenti stentano ad arrivare, gran parte degli esistenti resistono con grande fatica e qualcuno si è già dato alla fuga a gambe levate".

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"Il rischio è quello che si possa attivare in breve tempo quell'effetto emulazione che si deve necessariamente scongiurare, per far si che altre aziende dell'Etna Valley e non solo, dall'oggi al domani decidano di andare via da Catania - aggiungono Nunzio Cinquemani, Piero Nicastro, Matteo Spampinato e Angelo Mazzeo. In tutto questo, ci preoccupa particolarmente il silenzio dell'amministrazione comunale e della Regione Siciliana su una vicenda comunque allarmante, in un contesto storico già di per se drammatico per la nostra città. Occorre dunque massima attenzione su uno dei poli industriali più importanti del sud Italia, in termini di accelerazione della spesa relativa al Patto per Catania per l'incremento della funzionalità e del decoro delle strade, un piano per il superamento delle numerose criticità presenti anche in ordine alla programmazione della manutenzione ordinaria, la conclusione del procedimento per l'attivazione della zona economica speciale e l'istituzione di un coordinamento tra gli enti interessati alla gestione della zona. Senza tutto questo - concludono i sindacalisti - crediamo che la sola speranza di tirare a campare non basti, con il pericolo che quello di Micron non diventi solo un caso isolato."

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