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Chiusura punto vendita "Spaccio alimentare": lavoratori pronti allo sciopero

Ugl terziario ha indetto infatti un sit-in per venerdì 19 ottobre davanti l’ingresso del plesso principale del “Centro Sicilia” a Misterbianco

Sono già pronti allo sciopero i circa 180 lavoratori della “Distribuzione Cambria”, impresa che a Catania e provincia ha aperto 5 supermercati a marchio “Spaccio alimentare” e che, oggi, non sta attraversando un periodo positivo con notevoli ripercussioni sul personale dei punti vendita. La sigla sindacale etnea Ugl terziario ha infatti indetto un sit – in per venerdì 19 ottobre davanti l’ingresso del plesso principale del centro commerciale “Centro Sicilia” a Misterbianco, dove si trova una delle unità produttive più grandi che il gruppo imprenditoriale di Pace del Mela ha rilevato nel catanese.

La protesta sarà tutta incentrata sulle scelte aziendali di recente attuate, a partire dalla chiusura dell’ipermercato presente all’interno del polo commerciale “I portali” a San Giovanni La Punta e del supermercato di Giarre, per proseguire con la mancata erogazione di una parte dello stipendio del mese di agosto e delle spettanze di settembre. Diversi lavoratori, inoltre, sono stati messi in ferie forzate ed altri, che hanno intanto richiesto il periodo di riposo maturato, hanno ricevuto il diniego per mancanza di personale.

Una situazione, dunque, che ha fatto ulteriormente scattare l’agitazione dopo che è stato dismesso anche il punto di viale Mario Rapisardi. “Non abbiamo ormai altra via d’uscita che lo sciopero, considerato il grave clima di incertezza che si sta respirando all’interno dell’azienda – spiega il segretario provinciale della Ugl terziario Carmelo Catalano. Nonostante diversi incontri con la proprietà, non abbiamo più riferimenti certi sull’erogazione degli stipendi nell’imminente futuro e sulla prospettiva di vita dei supermercati, considerato che mentre dalla società da una parte ci assicuravano che non ne avrebbero chiuso nemmeno uno, dall’altra parte si procedeva con lo spostamento della merce in altri centri e la chiusura delle saracinesche, con il personale mandato allo sbaraglio. Tutto ciò è assolutamente inaccettabile e, per questo, non possiamo far altro che alzare la voce per la tutela dei livelli occupazionali e per pretendere di conoscere la verità sulle reali intenzioni di questa catena della distribuzione alimentare, che non può essere indifferente al dramma di numerose famiglie”.

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