Città metropolitana e Sicilia orientale, convegno sul futuro della mobilità

Organizzato da Aiccre Federazione Sicilia, Regione, Ferrovie, Anas, Università, Ance, Ordine degli Ingegneri e Città metropolitana

“Le infrastrutture, che hanno già cambiato il volto di Catania e le abitudini dei suoi abitanti, in futuro diventeranno sempre più presupposto di sviluppo economico e sociale dell’intero comprensorio etneo. Guardiano al futuro con rinnovato ottimismo grazie anche al Governo nazionale che ha concesso 700 milioni di euro a fondo perduto alla nostra Città, sebbene “spalmati” con dei mutui sino al 2033”. Con questa affermazione il sindaco metropolitano Salvo Pogliese ha avviato al Centro direzionale Nuovaluce l’incontro sul tema “Il punto sulle infrastrutture. Quali risorse e quali opere per la Sicilia?”. Il convegno, ideato dal presidente dell’Aiccre Federazione Sicilia, Nino D’Asero, è stato organizzato con la partecipazione di Regione siciliana, Ferrovie dello Stato, Anas, Università di Catania, Ance, Ordine degli ingegneri, Fondazione ordine degli ingegneri di Catania e Città metropolitana di Catania. Il sindaco metropolitano Salvo Pogliese ha ricordato che nel 2013 l’aeroporto di Catania è stato declassato dall’Unione europea, pur essendo all’epoca il sesto scalo nazionale per volume di passeggeri, perché sprovvisto di un Piano intermodale e di trasporto idoneo. “Adesso i progetti in stato avanzato e quelli già cantierati – ha proseguito Pogliese - modificheranno il sistema di mobilità. Infatti, nel giro di pochissimi anni, l’aeroporto avrà il tanto agognato sistema intermodale che faciliterà l’arrivo allo scalo etneo degli utenti provenienti dalla fascia centro orientale dell’Isola in meno tempo e costi”.

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“Sulle infrastrutture si gioca il futuro dal punto di vista socio-economio della Sicilia – ha dichiarato Nino D’Asero -. La mancanza di opere, purtroppo, continua  a desertificare la nostra isola. Gli Enti che devono programmare e poi redigere i bandi, affinché i cantieri possano partire, sono purtroppo ancora in una fase di stallo. Questo significa incertezza per il futuro e grande crisi sociale ed occupazionale. Ecco perché come Aiccre Sicilia vogliamo essere da pungolo, creando sinergie tra i vari soggetti coinvolti, per capire come superare le criticità. Innanzitutto accertando se queste ultime sono dovute alla burocrazia o sono frutto di volontà politica e di mancata capacità di spesa delle risorse stanziate, per essere destinate  ad altro. Se a questo aggiungiamo pure che il Fondo “Sviluppo e Coesione”, che è uno strumento che lo Stato usa per riequilibrare le realtà sociali del territorio del Mezzogiorno, viene con un emendamento della Lega spostato alle Regioni, il quadro è ancora più allarmante. Io credo che assieme agli ordini professionali e alle categorie produttive – ha concluso D’Asero- possiamo realizzare un momento di sinergia, di impegno e di pungolo, affinché in Sicilia si possa avviare una nuova stagione di realizzazioni infrastrutturali”. “Pur consapevoli delle notevoli difficoltà – ha affermato l’assessore regionale alle Infrastrutture e alla mobilità, Marco Falcone - posso dire con ottimismo che con la presidenza Musumeci, la Regione siciliana è riuscita a programmare interventi strategici da cantierare e concludere nei prossimi dieci anni. Il crono-programma è fitto. Pensiamo di realizzare e migliorare l’anello perimetrale di infrastrutture attorno l’isola e successivamente provvedere anche all’interno. Nel Catanese puntiamo sui lavori a Fontanarossa, su nuove fermate ferroviarie per andare velocemente dalla zona acese al siracusano, sulla riapertura della tratta ferroviaria Caltagirone – Catania, sulle strade a scorrimento veloce Catania- Ragusa e Catania-Gela, sul raddoppio della linea ferrata di Catenanuova e sull’interramento dei binari nel centro urbano di Catania”. Presto, comunica inoltre, sarà anche realizzata in viale Africa la nuova Cittadella giudiziaria, previa la demolizione di fabbricati. L’ex Sottosegretario di Stato per l’Agricoltura, Giuseppe Castiglione, si è detto preoccupato per il calo di attenzione dell’attuale Governo nazionale verso le infrastrutture nel meridione e si dice preoccupato sui tempi di realizzazione delle opere. Sono intervenuti l’ingegnere Salvatore Leocata di RFI, delegato da Francesca Morace componente Cda Fs italiane; Salvatore Bazzano, vice presidente della Fondazione Ordine ingegneri Catania; l’ing. Giuseppe Platania, presidente dell’ordine degli ingegneri di Catania; l’ing. Giuseppe Galizia, ingegnere capo della Città metropolitana di Catania; l’ingegnere Barbara Di Franco, delegata dall’ing. Valerio Mele dell’Anas; il dott. Giuseppe Castiglione, già sottosegretario di Stato all’Agricoltura; e l’ing. Giuseppe Piana presidente dell’Ance Catania, in presenza del senatore Pino Firrarello, del segretario Cisl Catania, Maurizio Attanasio e di varie autorità presenti nella sala convegni.

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