Cittadella della polizia, Gabrielli: "Tempi lunghi, bisogna intervenire subito"

La visita istituzionale nel capoluogo etneo del capo della polizia:"La pazienza delle nostre donne e dei nostri uomini ha raggiunto il limite, servono uffici e locali dignitosi"

Oggi il capo della polizia Franco Gabrielli è arrivato in visita istituzionale nel capoluogo etneo: dopo l'incontro con il prefetto Claudio Sammartino si è recato in questura dove, dopo aver rilasciato brevi dichiarazioni alla stampa, ha presenziato a una sessione di lavoro “interna” con il questore Mario Della Cioppa e i funzionari della polizia di stato in servizio a Catania. “Con la presenza del nuovo questore abbiamo cercato di imprimere un cambio di passo sul fronte della sicurezza urbana e controllo del territorio – ha dichiarato Gabrielli – siamo sulla buona strada in un territorio abbastanza complicato. È importante dare un segnale alla cittadinanza anche intevenendo sui fenomeni di degrado diffuso, che sono quelli che fanno aumentare la percezione dell'insicurezza. La realtà in cui ci troviamo è molto problematica e il rispetto della legge inizia anche dalle piccole cose, come indossare il casco”.

“Al centro dell'incontro con il prefetto c'è stata la situazione delle strutture che ospitano gli uffici e i locali operativi dove lavorano quotidianamente le nostre donne e i nostri uomini che meritano sicuramente condizioni migliori. Sappiamo che c'è il progetto della cittadella della polizia che è gia finanziato, ma considerando il fatto che l'Italia non è tra quei paesi dove le opere pubbliche vengono realizzate in tempi brevi auspichiamo che si possa intervenire subito, naturalmente non distraendo fondi già destinati alla Cittadella. La pazienza delle nostre donne e dei nostri uomini è giunta al limite. Insieme al prefetto cercheremo di dare risposte immediate per consentire al nostro personale di lavorare in condizioni dignitose”.

Sull'aumento del personale di polizia sul territorio Gabrielli ha spiegato, come già fatto in altre occasioni, che la situazione attuale dipende in larga parte dal fatto che le politiche di reclutamento non siano in ogni caso in linea con i pensionamenti: “Siamo ancora chiamati a gestire il blocco del turn-over. I problemi sono che nonostante i nuovi arruolamenti il saldo con i pensionamenti rimane sempre in deficit. Da qualche parte è arrivata l'idea folle di risparmiare tempo sulla formazione che anzi – specifica il capo della polizia – andrebbe aumentata. Avremo sicuramente nel prossimo nuove energie, con altri 1850 allievi che entreranno nelle scuole di polizia, si abbasserà l'età media ma avremo anche un deficit di professionalità. Tutto questo a causa del buco che non è stato colmato negli ultimi anni”.

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