Clan Scalisi di Adrano, carcere per il reggente Pietro Severino

Espletate le formalità di rito,l'uomo, attuale reggente del clan Scalisi di Adrano, articolazione della famiglia mafiosa Laudani di Catania, è stato associato presso la casa circondariale di Siracusa

La polizia di Stato, su indicazione della procura, ha disposto la custodia cautelare in carcere per Pietro Severino, pregiudicato, per associazione per delinquere di stampo mafioso, in quanto ritenuto vertice del clan Scalisi di Paternò. L'uomo era già stato tratto in arresto l'11 luglio 2017, nell’ambito dell’operazione “Illegal duty”, in esecuzione di due distinte ordinanze applicative di misure cautelari, emesse in data 22.6.2017 ed in data 29.6.2017 dal G.I.P. del Tribunale di Catania, nei confronti di 39 persone. 

I soggetti erano ritenuti responsabili, a vario titolo, dei reati di associazione per delinquere di stampo mafioso (clan Scalisi), con l’aggravante di essere l’associazione armata, associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, detenzione e spaccio delle medesime, tentato omicidio, estorsione, rapina, furto, ricettazione, reati in materia di armi, danneggiamento seguito da incendio, tentati omicidi, con l’aggravante di aver commesso i fatti in nome e per conto dell’associazione di tipo mafioso denominata clan Scalisi e al fine di agevolarne le attività illecite.

A Severino, in considerazione della permanenza della sua affiliazione all’interno del pericoloso sodalizio, del ruolo apicale e della sua spiccata caratura criminale, veniva contestato il reato associativo con l’aggravante di essere capo e promotore del sodalizio. A seguito del riesame proposto dalla difesa di Pietro Severino, la predetta ordinanza veniva annullata, per carenza dei gravi indizi per i fatti successivi a quelli già giudicati in precedenti processi. A seguito del ricorso per cassazione promosso dal pm, avverso l’ordinanza di annullamento emessa dal Tribunale del Riesame di Catania in data 31.7.2018, la Corte di Cassazione, con sentenza del 27.12.2017, annullava la predetta ordinanza e disponeva il rinvio al Tribunale di Catania per il nuovo esame.

Nel corso dell’udienza del 4 ottobre 2018 il pm produceva il dispositivo della sentenza di condanna emessa dal Gup presso il Tribunale di Catania, in seguito al giudizio abbreviato nei confronti di Pietro Severino e chiedeva la conferma dell’ordinanza impugnata. In tal modo il Tribunale di Catania, prendendo atto della pronuncia di condanna emessa in primo grado nei confronti di Pietro Severino, ha conferamto l’ordinanza applicativa di misura cautelare in carcere. Espletate le formalità di rito, l'uomo, attuale reggente del clan Scalisi di Adrano, locale articolazione della famiglia mafiosa Laudani di Catania, è stato associato presso la casa circondariale di Siracusa - Cavadonna a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

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