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Pessima l'assistenza per i pazienti dopo l' ospedale, il CNI denuncia la situazione all'Ars

E' stato presentato un documento che punta l'attenzione sulla carenza nell'assistenza domiciliare dopo le dimissioni del paziente dall'ospedale e quindi sul potenziamento della figura dell'infermiere di famiglia

CNI-FSI - Coordinamento Nazionale Infermieri Sicilia aderente alla Federazione Sindacati Indipendenti- è stato ricevuto dalla VI Commissione Sanità dell’Ars per mettere in luce alcuni aspetti dell’attuale assistenza sanitaria, riabilitativa e sociale, erogata attraverso le Aziende Sanitarie della Regione Siciliana.

E’ stato presentato, infatti, un documento che punta l’attenzione sulla carenza nell’assistenza domiciliare dopo le dimissioni del paziente dall’ospedale e quindi sul potenziamento della figura dell’infermiere di famiglia.

“La VI Commissione Sanità dell’Ars – spiega Calogero Coniglio, coordinatore Regionale CNI-FSI-  ha messo agli atti il documento e sarà tenuto in considerazione per inserirlo nel disegno di legge sui servizi sociali sanitari in programma dalla Regione”.

“Riteniamo, infatti- continua Coniglio - che l’organizzazione dell’assistenza sanitaria territoriale e domiciliare della nostra Regione, avendo diretta ricaduta oltre che sui cittadini, anche sugli Infermieri, i Fisioterapisti, gli assistenti sociali, debba avvalersi anche del nostro parere”.

In particolare, nel documento, sono stati illustrati i dati che permettono di individuare alcuni fra gli aspetti più problematici dell’assistenza domiciliare, tra cui spicca la forte differenza tra il tipo di servizio di cui i cittadini fruiscono all’interno delle strutture ospedaliere e il tipo di servizio fornito dalle ASP. La bassa qualità dell’assistenza domiciliare costringe, nella maggior parte dei casi, a ricorrere a forme private di assistenza domiciliare. Inoltre, l’Assistenza Domiciliare Integrata è quasi sempre attivata su istanza del paziente e dei suoi familiari, quasi mai da parte del medico.
 L’altra questione affrontata nel documento riguarda l’Infermiere di famiglia: un professionista sanitario che progetta, attua, valuta interventi di promozione, prevenzione, educazione e formazione.

“In conclusione il CNI-FSI – dichiara Coniglio - è fermamente convinto che se tutti gli elementi di criticità del Sistema Sanitario Siciliano, fossero monitorati e governati complessivamente con attenzione e trasparenza, si potrebbero liberare risorse economiche importanti, riducendo al minimo le disfunzioni e i disagi dei cittadini e nel contempo si potrebbero assorbire le tensioni sociali a cui stiamo assistendo in questo periodo”.

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