Domenica, 26 Settembre 2021
Cronaca

Coltivava cannabis nel vivaio: sequestrate oltre 300 piante

In manette un 52enne di Fumefreddo, già noto ai carabinieri per reati simili, e un 36enne di nazionalità marocchina

I carabinieri della stazione di Calatabiano, coadiuvati dai colleghi dello Squadrone Eliportato Cacciatori “Sicilia”, hanno arrestato a Fiumefreddo di Sicilia un 52enne e un 36enne di nazionalità marocchina, entrambi del posto, ritenuti responsabili di coltivazione illecita di sostanze stupefacenti in concorso. Il 52enne fiumefreddese, vivaista, era una vecchia conoscenza dei militari, i quali lo scorso 10 settembre, lo avevano già arrestato mentre si prendeva cura di una piantagione di canapa indiana occultata all’interno della propria azienda. Evidentemente però l’uomo, con prospettive di guadagno sensibilmente maggiori, continuava a preferire questo tipo di coltivazione, non presagendo però di essere diventato l’obiettivo dei militari.

I carabinieri infatti hanno individuato un terreno in Contrada Fossa Noce, attiguo a quello di pertinenza dell’azienda di proprietà dell’uomo, dove, fiorenti e con un’altezza di 2,50 metri, hanno riscontrato la presenza di ben 305 piante di “canapa indiana”. I militari hanno pertanto atteso pazientemente per beccare con le mani nel sacco gli “esperti” coltivatori, sino a quando i due si sono improvvisamente materializzati intorno alle 13 di ieri, dedicandosi alla potatura degli arbusti. Immediato l’intervento dei carabinieri e la rocambolesca la fuga dei due, alla quale i militari hanno posto fine proprio all’interno del vivaio, dove entrambi avevano cercato rifugio per sfuggire alla loro vista. Non soltanto il fiumefreddese aveva però conti aperti con la giustizia, perché il suo complice, infatti, si trovava già agli arresti domiciliari con applicazione del braccialetto elettronico per furto in abitazione, anche se fruiva del permesso per allontanarsi dalla propria abitazione per recarsi sul luogo di lavoro, proprio in quel vivaio ed alle dipendenze del suo complice. Le conseguenti analisi di laboratorio effettuate hanno determinato che, il frazionamento della droga, avrebbe potuto consentirne la suddivisione in 1.808.040 singole dosi di marijuana. Il giudice in sede d’udienza ha convalidato l’arresto dei due, disponendone il loro trasferimento in carcere.

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