Sisma di Santo Stefano, i comitati locali chiedono di accelerare la ricostruzione

La richesta di chiarimenti era stata formulata dai senatori pentastellati Tiziana Drago, Cristiano Anastasi e Fabrizio Trentacoste

I comitati dei terremotati dei Comuni di Acireale, Aci Sant’Antonio e Zafferana, colpiti dall’evento sismico del 26 dicembre del 2018, prendono posizione dopo l'interrogazione parlamentare sui lavori della struttura commissariale per la ricostruzione.  La richesta di chiarimenti è stata formulata dai senatori pentastellati Tiziana Drago, Cristiano Anastasi e Fabrizio Trentacoste.

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"Ringraziamo i parlamentari per l’attenzione rivolta alla questione della ricostruzione, oggi messa ancor più in ombra dall’attuale emergenza sanitaria. Tuttavia, non possiamo tollerale che, a quasi un anno e mezzo dal terremoto, quando finalmente riusciamo ad intravedere concreti segnali dell’avvio della ricostruzione, si affermi che la stessa non possa avere inizio prima che siano compiuti gli studi di microzonazione di primo, secondo e terzo livello. Sin dalla sua costituzione - si legge nella nota -questo coordinamento ha sollevato il problema della microzonazione in ogni sede, istituzionale e politica. Era il 4 novembre 2019 quando, dopo i ripetuti silenzi dei nostri interlocutori sul tema, ci siamo visti costretti a rivolgerci al Capo della Protezione Civile Nazionale dott. Angelo Borrelli per segnargli 'il rilevante grado di incertezza che aleggia in ordine a problematiche centrali, quale è quella della microzonazione'. Le nostre domande già a quel tempo erano chiare. Nella nostra lettera scrivevamo così. 'La microzonazione risulta oggetto di un grosso appalto conferito qualche anno addietro dalla Regione Sicilia per tutto il territorio regionale. Non è noto se questi studi siano effettivamente stati avviati, quali siano i tempi di consegna per l’appaltatore e se sia ipotizzabile uno stralcio delle aree terremotate, al fine di una consegna prioritaria degli studi di microzonazione sulle medesime aree, che possa consentire l’avvio della ricostruzione. Per la verità, non è neppure chiaro se tutta la ricostruzione sia condizionata al completamento degli studi di microzonazione di terzo livello, o se ci siano aree dove di tali studi si potrebbe fare a meno'. Ebbene, da allora ad oggi, nessuna di queste domande ha ricevuto risposta, né dalla Protezione Civile, né dalle istituzioni politiche, nazionali e locali, nessuna esclusa. Per questa ragione, quando si è insediata la Struttura Commissariale presieduta dal dottor Scalia, abbiamo colto con favore la soluzione prospettata di non attendere gli studi di microzonazione e di dare avvio alla ricostruzione sulla base delle conoscenze scientifiche oggi disponibili, quantomeno in una zona distante dalla faglia che si è attivata durante il terremoto. Confidiamo sul fatto che questa sia una strada legalmente e tecnicamente valida, sentendoci sul punto garantiti sia dall’elevato spessore tecnico-giuridico dei componenti della Struttura commissariale, sia dalla circostanza che la soluzione è stata sin da subito condivisa con tutti gli enti interessati, dai Comuni, al Genio Civile, all’Ingv eccetera. Gradiremmo dunque che si evitasse di rimettere tutto in discussione nelle distanti aule parlamentari. Perché, non avendoci nessuno dimostrato il contrario, per tempo e nelle giuste sedi, l’unico modo per salvaguardare i terremotati non è la microzonazione, ma qualunque soluzione, altrettanto scientificamente valida, che garantisca una ricostruzione celere. Prima che sia troppo tardi per rimettere in piedi le nostre case, le nostre imprese, le nostre comunità, la nostra identità".

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