Comitato Cittadino Vulcania: “Quelle potature sono interventi devastanti”

Si moltiplicano le segnalazioni e le proteste, da parte dei residenti e commercianti del quartiere Borgo-Sanzio, per la pratica barbara della capitozzatura degli alberi in diverse zone

Si moltiplicano le segnalazioni e le proteste, da parte dei residenti e commercianti del quartiere Borgo-Sanzio, per la pratica barbara della capitozzatura degli alberi in diverse zone (corso delle Province, via Torino, via Castorina, piazza Cavour e tante altre…). Una morte lenta e silenziosa quella inflitta a moltissimi dei nostri alberi. Lo scrive in un comunicato il Comitato Cittadino Vulcania, il cui presidente Angela Cerri precisa che “Contestare le potature eseguite in diverse zone del quartiere, che da tempo segue le sorti del polmone verde cittadino, continuano gli interventi devastanti di potatura effettuate in questi ultimi mesi, senza alcuna conoscenza e capacità in materia di cura e manutenzione del verde pubblico. A nessuno dei tagli sono seguiti interventi di copertura per evitare che le piante si ammalassero. La potatura degli alberi fa parte della gestione ordinaria del verde urbano, ma il risultato che ci viene consegnato spesso è raccapricciante: alberi con la chioma mozzata, scheletri senza foglie, figure informi più simili a sculture postmoderne che ad esseri viventi. E’ questo il trattamento riservato a scadenze prestabilite al verde urbano ed extraurbano un po’ ovunque".

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"Ma la pratica è molto diffusa e usata da decenni, motivata con la convinzione illusoria di risparmiare denaro ed evitare problemi. A niente sono servite le battaglie condotte, da anni, dalle associazioni e dai comitati ambientalistici. La potatura degli alberi è un intervento delicato e di estrema importanza necessario a migliorare la vita degli esemplari e per stimolare la produzione di frutti o fioriture. La potatura mira all’eliminazione delle parti malate o morte dell’albero che possono cadere, riqualificando e riequilibrando la forma della chioma per l’utilizzazione ottimale della luce solare. Si tratta comunque di un intervento stressante per l’albero che deve essere eseguito con criterio e intelligenza da personale altamente qualificato. Purtroppo la questione delle potature è un punto dolente e ampiamente dibattuto in tantissime amministrazioni comunali. Nei centri urbani e lungo le strade assistiamo troppo spesso a interventi particolarmente pesanti che riducono gli alberi a veri e propri appendiabiti viventi. La capitozzatura degli alberi è controproducente per la stabilità e la salute degli stessi perché provoca l’asportazione delle grosse ramificazioni principali dal tronco con effetti distruttivi per l’essere vivente. L’eliminazione di tutte le ramificazioni di un albero, inoltre, impedisce anche agli uccelli di creare dei nidi o a mammiferi di trovarvi dimora. L’albero, in pratica, viene a perdere anche la sua funzione fondamentale di “ecosistema”. La presenza della vegetazione in aree urbane è indispensabile per la purificazione dell’aria, la regolazione del clima, la difesa del suolo dall’erosione e la riduzione dell’inquinamento acustico. La capitozzatura è - afferma ancora la Cerri - una pratica perversa che nel quartiere, e non solo, ha assunto una diffusione allarmante e che si conferma essere la principale minaccia per gli alberi delle città. Non ci stiamo! Esigiamo più attenzione e cura per i nostri alberi. Le potature degli alberi vanno eseguite con criterio e la condizione indispensabile per ciò sarebbe l’approvazione di un piano\regolamento del verde che fissi una volta per tutte i criteri per la scelta, l’impianto e la manutenzione del verde”.

“Non è una questione di fanatismo ambientalista ma è una responsabilità necessaria e conclamata da evidenze scientifiche ormai ampiamente riconosciute. Per questo non c’è uno solo ma almeno dieci buoni motivi per tutelare alberi con queste caratteristiche: producono ossigeno, puliscono l’aria, puliscono l’acqua, sono alleati del clima, sono alleati del suolo, aumentano la biodiversità, proteggono dai rumori, sostengono l’economia, contribuiscono al benessere psico-fisico dell’uomo e sono la nostra memoria storica”, conclude il Comitato Vulcania.

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