Comitato per la legalità nella festa di Sant'Agata: "Isola di legalità anche in via Caronda"

Questo uno degli obiettivi futuri individuati dal comitato, che svela i retroscena dell'episodio avvenuto in via Caronda quest'anno: "Secondo una fonte autorevole, il ritardo della processione è stato causato dai portatori di cera che hanno agito per ritorsione, bloccando la processione, dopo che un giornalista li avrebbe accusati di causare dei ritardi"

Roberto Calì, calpestato alla base della salita di San Giuliano il 5 febbraio 2004, e Andrea Capuano, morto per essere scivolato con il suo motorino sulla cera di via Etnea il 10 Febbraio 2010. Inizia nel loro ricordo l'incontro conclusivo del 2015 fissato dal comitato per la legalità nella festa di Sant'Agata. "Da allora molte cose sono cambiate in meglio, ma i problemi di illegalità, i torcioni accesi, venditori ambulanti e difficoltà di coordinamento con le candelore permangono" esordisce il portavoce del comitato, nonchè membro del direttivo di Libera, Renato Camarda. "Da sottolineare - aggiunge - una maggiore serenità religiosa nella festa di quest'anno,maggiore ordine intorno al fercolo, ruolo fondamentale delle forze dell'ordine e rispetto delle isole di legalità in piazza Cavour e piazza Palestro"

La richiesta più importante per il futuro è quella di ottenere che Chiesa Comune e Prefettura si riuniscano e stabiliscano delle linee guida. “Costituire un tavolo di dialogo, il tutto per affrontare i problemi della festa in tempo" tuonano i membri del comitato.

Riguardo all'episodio di via Caronda, che ha causato notevoli ritardi al fercolo, questa la motivazione e la causa individuata dal comitato: "Secondo una fonte autorevole, il ritardo della processione è stato causato dai portatori di cera che hanno agito per ritorsione, bloccando la processione, dopo che un giornalista li avrebbe accusati di causare i ritardi. Solo l'intervento di Claudio Consoli, capo vara, ha sbloccato la situazione, convincendo i portatori di torcioni ad andare via"

Per questo motivo la proposta del comitato è quella di "Estendere le isole di legalità anche in via Caronda, dove anche quest'anno si è creato un vero e proprio imbuto, soprattutto per la presenza di torcioni davanti al fercolo. L'arrivo in Piazza Cavour si è registrato infatti con grande ritardo". Tra le note positive, sottolinea Camarda, "Abbiamo apprezzato la rapida pulizia della città da parte del Comune, pulizia già iniziata dalla stessa notte della festa".

Altro nodo intricato quello dell'episodio della candelora nei pressi del Bastione degli Infetti: “Non sappiamo se ci sia stata l’annacata, ma all’interno del bastione a pochi metri della casa del boss e da dove si è fermata candelora, erano stati piazzati potenti fuochi d’artificio, il tutto quasi in contemporanea. Non sappiamo se vi è correlazione tra i due fatti".

In generale sulle dichiarazioni dei pentiti il comitato ricorda le parole di D'Acquino. Queste le parole del pentito:"Ricordo ancora che nel febbraio 2009 Nuccio Mazzei chiese ed ottenne che una candelora venisse portata a San Cristoforo".

L'ultima proposta, avanzata dal rappresentante della Confederazione Nazionale Artigiani, Lorenzo Costanzo, è quella che "Il comune conceda licenze temporanee a chi le richiede durante la festa. Stalli insomma a ciascun venditore". Sempre Costanzo ricorda le possibili cifre dell'evasione fiscale: "L' evaso della festa, secondo stime da noi fatte, si aggira intorno ai 5 milioni di euro. Più di 1000 venditori infatti stazionano nelle piazze centrali, con l'incasso che va in fumo, poichè non c’è un minimo di versamento alle agenzie delle entrate e tutto va in nero"

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