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Commissari Oikos e Ipi, il Ministero dell'Interno risponde a Berretta

La risposta riguarda l'interrogazione parlamentare in cui si chiedeva chiarezza e trasparenza sui compensi e sui criteri di scelta dei commissari prefettizi delle ditte Oikos e Ipi. “Bocci scrive chiaramente che la scelta del Prefetto è stata fatta intuitu personae, quindi senza alcuna trasparenza", spiega Berretta

“La risposta del Ministero dell'Interno all'interrogazione parlamentare in cui chiedevo chiarezza e trasparenza sui compensi e sui criteri di scelta dei commissari prefettizi delle ditte Oikps e Ipi non fa altro che confermare la totale discrezionalità utilizzata dal Prefetto di Catania, Maria Guia Federico. Una discrezionalità utilizzata nella scelta dei commissari, nella valutazione dei loro curricula, nell'affidamento di doppi e tripli incarichi solo ad alcuni di loro e nei compensi a loro riservati. Compensi, continuiamo a ripeterlo, che ci sembrano davvero troppo generosi”. Lo afferma il deputato nazionale del Partito Democratico Giuseppe Berretta, che ha ricevuto risposta scritta da parte del sottosegretario al Ministero dell'Interno Gianpiero Bocci alla sua richiesta di chiarimenti circa le terne di commissari nominati dal Prefetto etneo per gestire le due imprese (entrambe commissariate perché coinvolte in inchieste e raggiunte da interdittive antimafia) che si occupano sia dell'appalto della nettezza urbana nel Comune di Catania che della discarica Valanghe d'Inverno, tra Misterbianco e Motta Sant'Anastasia.

“Nella risposta al mio atto ispettivo – spiega Berretta – Bocci scrive chiaramente che la scelta del Prefetto è stata fatta intuitu personae, quindi senza alcuna trasparenza, senza rendere pubblici i criteri adottati per la scelta, la valutazione dei curricula, le esperienze di queste persone”.

“Anche per quanto riguarda i compensi ci viene detto che la scelta del Prefetto è stata discrezionale, perché ai tempi delle nomine, fatte a settembre e dicembre 2014, non sarebbero esistite regole chiare in tal senso. Peccato però che, in assenza di regole, ci si sarebbe potuti affidare ai suggerimenti del presidente dell'Autorità Nazionale Anticorruzione Raffaele Cantone, che suggeriva di fare riferimento al protocollo d'intesa tra il Tribunale di Roma e l'Ordine dei Dottori Commercialisti per la liquidazione dei compensi degli amministratori giudiziari di beni sequestrati e confiscati”.

“Un suggerimento non colto dal Prefetto Federico, che ha preferito scegliere in maniera discrezionale le cifre, consentendo ad alcuni commissari di accumulare più incarichi percependo ben 45 mila euro mensili – prosegue il parlamentare etneo – La stessa discrezionalità ha fatto sì che alcuni commissari, nello specifico Riccardo Tenti e Maurizio Cassarino, ottenessero la moltiplicazione degli incarichi, tanto che siedono in tutte e tre le terne commissariali: quelle delle ditte Ipi e Oikos relative all'appalto dei rifiuti etneo e quella per la gestione di Valanghe d'Inverno”. “Se, come ha ritenuto il Prefetto, è utile che gli stessi soggetti si occupino delle tre strutture, perché questa scelta non è stata applicata fino in fondo per tutti i commissari?” si chiede Berretta. “Infine, ma non da ultimo – conclude Berretta – persino il Ministero ci conferma che la Prefettura ha reso pubblici i compensi sul sito web solo dopo la nostra richiesta di trasparenza".

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