Limitazioni per chioschi e camion dei panini, il Comune "allarga le braccia"

A seguito delle numerose sollecitazioni l'amministrazione ha chiarito che "l’unico soggetto competente in grado di intervenire a modificare o ad andare in deroga a normative sanitarie nazionali e regionali, è solo ed esclusivamente Governo e il Parlamento"

In riferimento alle numerose sollecitazioni, provenienti anche da consiglieri comunali, per individuare forme di sostegno nei confronti degli operatori ambulanti a posto fisso, nello specifico chioschi e camion dei panini, l’amministrazione comunale consapevole dell’importanza del problema, ha consultato gli uffici per valutare la possibilità di rilasciare suolo pubblico e nello specifico tavoli e sedie a questi operatori, nell’ottica del confronto con le organizzazioni di categoria che l’assessore Ludovico Balsamo ha sempre perseguito.

La nota del Comune sottolinea che le autorizzazioni concesse sono di tipo A e prevedono la vendita da asporto e vengono rilasciate ai sensi della legge regionale n.18 del 1995. "Il Comune, è bene ribadirlo con chiarezza - recita la nota di Palazzo degli Elefanti - non ha la possibilità giuridica di autorizzare tavoli e sedie su suolo pubblico ad attività di tipo A, sprovviste di autorizzazione sanitaria per effettuare la somministrazione. Per ulteriore chiarezza, al fine di non alimentare ulteriormente false aspettative da parte degli operatori commerciali, l’unico soggetto competente in grado di intervenire a modificare o ad andare in deroga a normative sanitarie nazionali e regionali, è solo ed esclusivamente il legislatore nazionale cioè il Governo e il Parlamento".

Poi la nota conclude così: "E’ di tutta evidenza che con l’ordinanza del sindaco emessa pochi giorni prima del Dpcm, era stato individuato nelle ore 23 l’orario in cui vietare il consumo sul posto, piuttosto che alle ore 18, proprio perché consapevoli che tale modifica avrebbe creato disagi aggiuntivi a un settore già in forte crisi come quello in questione, che non avendo posti a sedere si sarebbe presto ritrovato in condizioni di estrema difficoltà, come purtroppo accaduto per le limitazioni imposte dal DPCM".

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