Comune e Acli contro la discriminazione razziale, al via l'integrazione

Obiettivo primario è favorire il rafforzamento anche a livello locale di un clima di convivenza interculturale e di consapevolezza dei rischi della discriminazione nelle reti di socializzazione giovanili

“Giovani: promotori di un nuovo dialogo interculturale” è il seminario che si è svolto nell'aula consiliare di Palazzo degli Elefanti per dare l'avvio al progetto “Torre di Babele”, finanziato dall’Agenzia Nazionale dei Giovani nell’ambito del  Programma Gioventù in Azione  e promosso dal Circolo Acli Cantieri Sociali e dal Comune di Catania sulla base di un protocollo di collaborazione.

Il Progetto prevede la partecipazione attiva di giovani dai 18 ai 30 anni, italiani e stranieri, ad attività laboratoriali di comunicazione/montaggio video e fotografia, alla creazione di spazi su social network e a confronti su temi di particolare rilevanza sociale quali l’immigrazione, la discriminazione razziale e il bisogno d’integrazione. Obiettivo primario è favorire il rafforzamento anche a livello locale di un clima di convivenza interculturale e di consapevolezza dei rischi della discriminazione nelle reti di socializzazione giovanili. All'incontro è intervenuto il sindaco Raffaele Stancanelli: “Ho sostenuto da subito l'iniziativa – ha detto il primo cittadino - perché sono convinto che anche grazie ad azioni come queste si può fattivamente contribuire a contrastare le discriminazioni a favore del rispetto della diversità e della collaborazione reciproca”. Hanno partecipato l’assessore comunale alle Politiche sociali Carlo Pennisi, il presidente ACLI Catania Francesco Luca, il presidente Circolo Acli Cantieri Sociali Marco Bonaccorso, il presidente del Centro Studi Acli Claudio Saita, il vice prefetto Rosaria Giuffrè, la docente Deborah De Felice del Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell' Università degli Studi di Catania e il mediatore culturale Abdul Jurourairi.

L'assessore Pennisi ha tenuto a sottolineare che “la Torre di Babele rimanda sì alla confusione delle lingue e al peccato di orgoglio che consiste nel pensare di poter fare a meno dei pregiudizi, ma questi – ha precisato - sono strumenti, seppur 'provvisori', necessari a semplificare la realtà e utili, se solo si è consapevoli di questa provissorietà dei giudizi”.

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Dal canto suo, il presidente del Circolo Acli Cantieri Sociali Marco Bonaccorso, dopo aver ringraziato il Sindaco e l'Amministrazione per la collaborazione, ha spiegato: “della Torre di Babele, il progetto vuole cogliere non tanto l'aspetto dell'arroganza quanto quello della diversità, che può essere strumento utile a migliorare la collettività. Ai laboratori – ha aggiunto- parteciperanno anche giovani provenienti da Marocco, Tunisia, Egitto”.

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