Comune e Empire, scoppia il caso: l'assessore Licandro replica

Amministrazione comunale nel vortice delle polemiche dopo la foto scattata in occasione dell'inaugurazione della "Strada degli artisti". Nella giornata di ieri, infatti, sono stati posti i sigilli alla nota discoteca dalla polizia di stato perchè ritenuta riconducibile al clan Pillera-Puntina

Amministrazione comunale nel vortice delle polemiche dopo la foto che ritrae il sindaco di Catania, Enzo Bianco e l'assessore Orazio Licandro con il gestore della discoteca Empire, Domenico Di Bella, in occasione dell'inaugurazione della "Strada degli artisti". Nella giornata di ieri, infatti, sono stati posti i sigilli alla nota discoteca dalla polizia di stato perchè ritenuta riconducibile al clan Pillera-Puntina. Un avvenimento questo che ha sollevato un'ondata di polemiche. Domenico Di Bella, l’uomo a braccetto dell’assessore e ritratto a pochi passi da sindaco è, come dichiarato dal Procuratore della Repubblica di Catania Patanè, prestanome del boss Ieni del Clan Pillera Puntina. Di Bella si è detto "sorpreso dall'iniziativa ed estraneo a qualsiasi contesto criminale", e con il suo legale, l'avvocato Attilio Floresta, annuncia ricorso contro il provvedimento.

INAUGURAZIONE "STRADA DEGLI ARTISTI"

A dare il via alle polemiche l'associazione Catania Bene Comune, che ha subito chiesto le dimissioni dell'assessore comunale alla Cultura, Orazio Licandro, creando una reazione a catena sui social network:

"Il sindaco della città deve chiedere scusa a tutta la comunità catanese per ciò che è successo, spiegare dettagliatamente come è stato possibile, chiarire i rapporti - tuona il movimento - che vi sono stati tra amministrazione comunale e il locale appena sequestrato e confiscato alla mafia". "Non vi è alcun dubbio - continua il movimento - che l’assessore alla Cultura, Orazio Licandro, debba presentare le dimissioni dalla carica che ricopre. Un atto doveroso e di minima decenza. Sarà la magistratura a verificare gli eventuali legami tra i gestori del locale sequestrato alla mafia e gli esponenti dell’amministrazione che con tale attività economica hanno costruito una “sinergia” ma è certo che è impensabile che l’assessore che ha curato tali rapporti possa proseguire nel suo incarico".

Immediata la replica dell'assessore Licandro dopo le accuse mosse. A proposito del sequestro dell'Empire ha sottolineato come non vi fosse "alcuna diretta collaborazione sulle attività". "L'Amministrazione - ha spiegato l'Assessore - ha chiuso al traffico e ha riqualificato una strada per permettere mostre e altre iniziative culturali che sarebbero state organizzate dall'Accademia di Belle Arti e da altre associazioni".

Il Comune intanto fa sapere che si costituirà parte civile nell'eventuale processo: "In questi anni la Magistratura e le forze dell'Ordine - commentano dall'amministrazione - hanno inflitto alla mafia colpi pesantissimi e l'amministrazione ripone la massima fiducia nel loro operato e li sostiene. Per questo, se nella vicenda che ha portato al sequestro dei beni al boss del clan Pillera-Puntina Giacomo Maurizio Ieni, tra cui la discoteca Empire, ci sarà un rinvio a giudizio, ci costituiremo ovviamente e immediatamente parte civile".

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Dal fronte delle opposizioni, Fratelli d'Italia chiede "una spiegazione in Consiglio" perchè, rileva il coordinatore regionale Sandro Pappalardo, "occorre praticare la legalità e non predicarla". Pappalardo si è detto inoltre stupito del fatto che "Un uomo di grande esperienza politica come Enzo Bianco, che è stato anche ministro degli Interni, abbia potuto instaurare una sinergia con parti di imprenditoria finite nel mirino della procura di Catania".

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