Sindacato FSI, in merito alla tragica vicenda della piccola Nicole

Sindacato FSI, in merito alla tragica vicenda della piccola Nicole

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di CataniaToday

COMUNICATO STAMPA

DOPO L' ENNESIMA TRAGEDIA… TUTTI IN TRINCEA.

Dopo quanto avvenuto a Catania nei giorni scorsi in merito alla morte della piccola Nicole, iniziano dalle parti in causa le riprovevoli dichiarazioni volte a sottrarsi ognuno dalle responsabilità proprie. I cittadini, assistono dopo il dolore subito da questa famiglia, allo schieramento in trincea degli eserciti su ordini dei Generali;

Il Ministro, dalla sua comoda poltrona, minaccia di commissariare la sanità siciliana, come se questo servisse, in un Paese dove il commissariamento fino ad oggi ha contribuito a moltiplicare le inefficienze nei vari settori in cui si è insediato, basti ricordare quello sui rifiuti.

L' Assessore Borsellino, con le sue dichiarazioni di dimissioni, comprensibili solo se motivate dalla vicenda umana, si sottrae al confronto politico sulla gestione della politica sanitaria regionale; scontare un prezzo politico in una vicenda che ha chiare fin da subito le responsabilità personali, non serve a nulla; si intesti piuttosto una battaglia personale su quanto successo, iniziando da subito in maniera rigorosa, i controlli nella sanità privata;

La clinica privata, affidandosi a un secco comunicato informa che la piccola era viva al momento che iniziasse il tragico giro della morte;

Gli Ospedali cittadini, smentiscono la mancanza di posti disponibili, anzi dichiarano che comunque avrebbero potuto "stabilizzare" le condizioni della neonata.

Ecco gli eserciti sono schierati nelle loro trincee, sul campo di battaglia deserto rimane una neonata morta e una comunità in lutto. Siamo certi che, il Procuratore Salvi, uomo rigoroso tenterà di sviscerare e fare emergere la verità in questa vicenda.

La perdita di questa piccola, figlia di tutti, dovrebbe scuotere le coscienze e rappresentare un "punto zero" è obbligare la politica, i sindacati e le forze sociali ad adottare azioni correttive in merito all'offerta sanitaria che ad oggi è al limite di un Paese civile.

La F.S.I./U.S.A.E. negli anni, compresi quelli dell'Assessore Russo, tramite il proprio Segretario Regionale, Raimondo Leotta ha più volte chiesto alla Regione che la sanità privata in regime di accreditamento, maggiormente rappresentata dall'A.I.O.P., si dotasse di un sistema di Emergenza/Urgenza proprio, con presenza h24 di personale medico e infermieristico. Ad oggi, quando, a seguito di una complicanza insorta dopo un intervento chirurgico nelle strutture private, è il sistema pubblico a farsi carico del problema e dei costi;

un paradosso pirandelliano! Si esclude la clinica privata accreditata, dall'obbligo dei mezzi, senza che questa si faccia carico delle emergenze insorte all'interno delle stessa, così come invece previsto nella struttura pubblica, e si continua a foraggiare il sistema sanitario privato, dove peraltro, a nostro avviso, i controlli previsti sia sul personale che sugli standard richiesti, sono stati poco rigorosi e discontinui.

La F.S.I./U.S.A.E. ritiene fondamentale e valuterà positivamente il riordino della rete ospedaliera se il nuovo sistema prevederà un complessivo riordino della rete dell'emergenza a livello regionale, attraverso la riclassificazione dei DEA, la ridefinizione dei Pronto Soccorso e se ci saranno assunzioni di personale sanitario. La chiusura di eventuali presidi, in assenza di contestualità, acuirà le criticità esistenti e il sovraccarico di domanda assistenziale ricadrà inevitabilmente sui rimanenti ospedali. Pur riconoscendo condivisibile il modello preso a riferimento per la riconversione dei P.O. in ospedali distrettuali, riteniamo necessario, che si prevedano degli interventi correttivi per favorire una maggiore integrazione socio-sanitaria.

La FSI, considera la risorsa umana e professionale, il vero valore aggiunto dell'intero SSR sia pubblico che privato. La FSI chiede dunque l'apertura di un confronto dedicato esclusivamente alle problematiche del personale pubblico e privato, consapevole che il taglio indiscriminato di risorse umane e finanziarie rappresenta una semplificazione inammissibile.

Coerentemente, la nostra O.S. quando sarà coinvolta nelle decisioni per di riordino ed ammodernamento del SSR, avrà un atteggiamento rigoroso e responsabile nei confronti dei cittadini che si meritano sicuramente una sanità più attenta.

Esprimiamo vivo cordoglio alla famiglia di Nicole.

La Segreteria Territoriale

F.S.I./U.S.A.E.

Torna su
CataniaToday è in caricamento